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Passione e gelosia in due opere del Verismo italiano

Passione e gelosia in due opere del Verismo italiano

TORONTO –  Quasi tutte le volte che si propone l’una segue contemporaneamente, nella stessa serata anche l’altra. Due opere, due melodrammi accomunati dalla stesso tema: la gelosia e il tradimento in amore. Si tratta di Cavalleria Rusticana e Pagliacci: la prima del compositore Pietro Mascagni, storia sulla traccia di una novella di Verga, la seconda pare sia un fatto realmente accaduto con tragico epilogo, proprio sotto gli occhi di Leoncavallo ragazzo, che più in là ne realizzò l’opera lirica.

Cavalleria Rusticana è ambientata in terra di Sicilia, dove due uomini l’uno traditore e l’altro tradito si sfideranno a duello, con la morte inevitabile del traditore. 
Nell’ambito della storia anche due donne, una illusa e disonorata, l’altra sfrontata e ammaliatrice,  che fa perdere prima la testa e poi la vita al suo spasimante. 
Il tutto nella cornice pittoresca di una primavera incalzante e la festività pasquale tra le vie e la piazza di un paese isolano.
La musica protagonista di questo dramma è un rincorrersi di melodie struggenti e passionali che caricano la storia in un crescendo di emozioni.
L’opera inizia con un dolcissimo preludio che apre le scene sulla mattina di Pasqua, seguito poi da una prima dichiarazione d’amore che Turiddu fa a Lola, con l’aria “O Lola c’hai di latti hai la cammisa”, detta anche “Siciliana”, una delle poche e rare occasioni dove viene rispettato il dialetto locale nel melodramma italiano. 
Mentre il paese si prepara alla solennità del giorno, l’animo di Santuzza è tormentato dall’indifferenza del suo amato, Turiddu, che però si scopre interessato all’altra, Lola, già sposata a compar Alfio. 
Santuzza si confessa con colei che sarebbe dovuta diventare sua suocera e poi affronta anche Turiddu in uno scontro dove la sua disperazione si rivela in tutto il pathos che irrita fino all'iverosimile Turiddu, cosciente della sua colpa. 
Si innesca un duetto straordinario “Tu qui Santuzza”, che finisce nel peggiore dei modi, perché la donna disperata augura  al suo amato tutto il male possibile con la frase: “A te la malapasqua!” 
E tale si rivelerà quando compar Alfio, dopo aver saputo da Santuzza dell’adulterio della moglie Lola, sfida a duello Turiddu, pugnalandolo a morte.
Da evidenziare nell’opera musicale anche la presenza di splendidi cori come “Gli aranci olezzano” e  – vera perla di tutta la rappresentazione – le musiche e i canti che accompagnano la processione, con il “Regina Coeli” cantato dal coro e da Santuzza arricchito da “Inneggiam, il Signor non è morto”. E poi il “Brindisi” che raccoglie coro e solisti in un precipitando verso la tragedia.
Avendo percepito il pericolo difficile da scampare Turiddu fingendosi ebbro dopo il brindisi saluta la madre con toccante commozione accentuata dagli archi dell’orchestra che si sfogano in un arpeggio e il tremolo simulante quasi le lacrime. 
A concludere con intensità la storia il grido di una popolana che disperata annuncia: “Hanno ammazzato compare Turiddu!”. 
Cavalleria Rusticana fu rappresentata la prima volta il 17 maggio del 1890, al teatro Costanzi di Roma, con un notevole successo che rese famoso il suo compositore.
Nel 1982 il noto regista italiano Franco Zeffirelli realizzò una rappresentazione cinematografica dell'opera, con interpreti di fama mondiale come Placido Domingo, Fedora Barbieri e Renato Bruson, visionabile sul canale online di Youtube.
(segue)
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