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Maria Callas racconta “La divina”, il sipario si apre ancora

Maria Callas racconta “La divina”, il sipario si apre ancora

TORONTO – A quarant’anni dalla sua prematura scomparsa, nessun personaggio del mondo della lirica  è riuscito ancora ad uguagliarla, sarà un’impresa pressoché impossibile, bisogno ammetterlo.
Maria Callas è stato e rimane un personaggio unico, per il suo talento, la sua vita, la sua storia. 
A rivelarne ancora momenti sconosciuti con immagini inedite, fotografie, registrazioni private, lettere e filmati, un nuovo lavoro cinematografico che verrà presentato nelle sale italiane proprio in questi giorni. "Maria by Callas"  porta la firma del regista Tom Volf, un film documentario con pagine ancora segrete di una donna che non finiremo mai di conoscere completamente. 
"Se dovessi morire prima di te, voglio tu dica a tutti chi ero davvero ", aveva confidato Maria Callas alla sua amica del cuore, Nadia Stancioff e proprio lei è stata la fonte del regista che in questa sua realizzazione racconta gli aspetti fragili, i rimpianti, le sconfitte di una donna che appariva essere tutt’altro, in un’esposizione che sembra presentata dall’artista stessa in prima persona.
Maria Callas era nata nei primi di dicembre del 1923 a New York, da genitori di origine greca, e già dal suo inizio la vita Maria cominciò a subire ingiustizie gratuite. Pare che i genitori desiderassero fortemente avere un maschio, per sopperire alla scomparsa prematura di un altro figlio, avvenuta a tre anni per un epidemia di tifo. L’arrivo di Maria non diede loro quella soddisfazione, la madre per i primi giorni non volle nemmeno vederla e il padre non andò neanche subito a registrarla all’anagrafe.
A cinque anni fu vittima di un grave incidente, investita da un auto che la lasciò per tre settimane in coma. 
Pensò Madre Natura a ricompensarla con un dono straordinario, quella di una voce e di un talento per la musica, che sebbene non le venne subito riconosciuto, la Callas ebbe modo di mettere in evidenza. Lo studio per la musica era infatti riservato alla sua sorella maggiore, che lei spiava da dietro la porta durante le lezioni di pianoforte. 
Si accorse così di imparare velocemente quell’arte e a soli undici anni si classificò seconda ad un concorso canoro radiofonico.
Tornata in Grecia con la madre divorziata dal marito, si iscrive al Conservatorio di Atene dove si diplomerà in canto e pianoforte. A soli sedici anni fu la protagonista di Cavalleria Rusticana, nel ruolo di Santuzza.
Sarà l’Italia che porterà fortuna alla giovane cantante. A Verona conoscerà l’imprenditore Giovanni Battista Meneghini che sposa qualche anno dopo la fine della II Guerra Mondiale, nonostante tra di loro ci sia una grande differenza di età, ben trentasette anni, al quale resterà unita per soli dieci anni.
Debutta a Milano, a Venezia e fa incontri importanti, come quello con il maestro Arturo Toscanini. A fianco ad un successo sempre crescente, le turbolenze sentimentali si avvicendano. Dal regista Luchino Visconti a Pasolini, da Zeffirelli al tenore Giuseppe Di Stefano. Finisce il matrimonio con Meneghini e arriva l’armatore miliardario, suo conterraneo, Aristotele Onassis che poi l’abbandonerà per Jacqueline Kennedy. Fu un amore definito da lei stessa "brutto e violento". Se a travolgerla all’inizio fu la passione, poi i dispiaceri presero il sopravvento. Con Onassis riuscì anche ad avere un bambino che però visse solo poche ore. Il desiderio irrealizzato della maternità rimarrà il rimpianto più sofferto di Maria. Seppe addirittura dai giornali della nuova storia amorosa del suo uomo con la vedova del presidente americano. Fu un ulteriore terribile colpo verso il declino di un’incomparabile artista. 
La sua voce già aveva dato segni di cedimento e continuò a subire le conseguenze del suo stato d’animo sempre più ferito e depresso. E lei, che era stata definita e appellata "divina", troppo rapidamente si lascia andare. 
Verrà a mancare a soli 53 anni, a Parigi, per arresto cardiaco e non per suicidio come si era creduto in un primo momento. La sua vita terrena si conclude quasi come uno dei tanti melodrammi che la videro protagonista. 
Un melodramma dal quale però, quella volta, il sipario non si è riaperto per ricevere gli applausi del pubblico in sala.
I suoi vestiti andarono all’asta e le sue ceneri disperse nel mare dell’Egeo.
Della sua arte e della sua bravura ci restano incisioni e filmati che hanno permesso anche alle nuove generazioni di conoscerla, di poter ammirare il suo talento e la sua grande passione per il canto.
La sua vita continua ad ispirare lavori letterari e cinematografici come se il destino volesse che il suo estro rimanga sempre in scena.
 
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