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La musica migliora la vita, parola degli esperti

La musica migliora la vita, parola degli esperti

TORONTO –  Che la musica abbia valenza terapeutica,  curativa e riabilitativa è ormai ben noto a molti. Tanto che lo studio della musica in medicina sta avendo sempre più sviluppo, è diventata una disciplina appartenente alla classe delle medicine complementari dove si arriva con tre anni di specializzazione a seguito di una laurea breve.
Ma quali sono gli effetti della musica, nell’applicazione su diverse patologie? 
Qualche settimana fa abbiamo scoperto come il canto corale faccia davvero bene all’individuo che lo pratica. 
Ma la musica in generale ha delle proprietà sbalorditive che continuano a interessare lo studio di luminari della scienza, i quali affermarno che quest’arte è un tutt’uno con l’uomo.
Secondo  ricercatori della Divisione di Neuroscienze dell’Istituto scientifico San Raffaele di Milano, i neonati sviluppano “l’orecchio” per la musica, già dal primo vagito. 
Il cervello dei neonati sarebbe già predisposto a elaborare melodia e struttura musicale. È quanto individuato da una compagine di scenziati italiani guidati dalla dottoressa Daniela Parani che, con l’ausilio della risonanza magnetica funzionale, ha esaminato l’attività del cervello in neonati di 24-48 ore di vita. Ad essi sono stati fatti ascoltare brani di Mozart, Schumann, Chopin e Schubert. 
La dottoressa Perani ha affermato che “il cervello è talmente evoluto da possedere sin dalla nascita quelle strutture necessarie all’elaborazione della musica”.
Mozart e Strauss sarebbero invece amici alleati del cuore, in grado di ridurre la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca. 
È quanto sostengono ricercatori della Ruhr Universität di Bochum in Germania. 
Per la loro ricerca, gli autori hanno fatto ascoltare a sessanta partecipanti musiche di questi due autori, rilevando un abbassamento del livello di cortisolo soprattutto nelle donne. 
Mozart più benefico per il cuore, seguito da Strauss che provoca un calo di pressione arteriosa.
Nello studio della malattia di Alzheimer si è scoperto che i pazienti riescono a ricordare meglio nuove informazioni se vengono somministrate accompagnate dalla musica. A sostenerlo un gruppo di ricerca della Boston University School of Medicine.
I ricercatori hanno fatto leggere ai pazienti affetti dal morbo il testo di quaranta canzoni. Durante la lettura sui monitor di un computer le canzoni sono state fatte anche ascoltare, venti cantate con l’accompagnamento musicale e altre venti semplicemente lette. 
Alla fine del test è stato rilevato che i partecipanti ricordavano meglio le canzoni cantate da quelle soltanto declamate.
Secondo invece studiosi della McGuill University di Montreal, l’intensità e il contenuto emotivo della musica sono in grado di influenzare la memoria umana. 
La ricerca è stata svolta con la collaborazione di quarantotto persone alle quali è stato chiesto di ascoltare trentadue musiche per pianoforte, ciascuna della durata di trenta secondi e suddivise in brani “felici”, “tranquilli”, “tristi” e “paurosi”. 
Ai partecipanti è stato anche chiesto di ricordare durante l’ascolto, episodi in cui erano stati coinvolti personalmente. 
Al termine dell’esperimento, gli studiosi hanno scoperto che i ricordi tornavano alla mente più rapidamente all’ascolto dei brani “felici”, composti da motivi allegri con ritmo sostenuto. 
Lo studio inoltre ha evidenziato che le musiche etichettate “felici” o “tranquille” stimolavano il ricordo di eventi positivi, mentre le melodie “tristi” o  “paurose” riportavano alla mente avvenimenti negativi.
Sono certa che la scienza non si fermerà qui. Saranno ancora tante le scoperte a meravigliarci nel vasto mondo della musica che non è soltanto una passione, un’arte, un talento.
La musica è una qualità innata, che si sviluppa già nella creazione dell’embrione. 
Appartiene all’uomo sin dalla formazione nel grembo materno e l’accompagna e lo aiuta anche nelle malattie degenerative che lo colpiscono al termine della vita naturale.
Già le poche notizie riportate sopra devono invogliarci a far tesoro del patrimonio immenso che abbiamo nell’universo musicale, grazie a talenti che si sono dedicati alla composizione di brani, di concerti, di opere.
Tra non molto cominceremo a pensare ai doni per Natale, ma ogni occasione può essere quella giusta per regalare della buona musica. 
Facciamolo, con la consapevolezza che la musica può cambiarci la vita e migliorarla.
 
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