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La musica classica interessa le nuove generazioni

La musica classica interessa le nuove generazioni

 L'orchestra giovanile di Palermo

 

TORONTO – Leggo da più parti una notizia che mi rinfranca molto e che sostiene orgogliosamente una delle mie più grandi passioni: la musica classica.

Ai giovani italiani piace questa categoria musicale. 
Nell’era dell’elettronica avanzata, giocano un ruolo importante come complici anche internet e i vari social media. 
Alcuni quotidiani italiani hanno voluto quantificare con numeri e percentuali il pubblico che diventa spettatore amante del repertorio musicale classico,  non più solo adulto.
È sempre più giovane chi decide di partecipare a spettacoli di musica colta. I dati positivi della Federazione Industria Musicale Italiana  registrano un 20 per cento in più delle vendite di cd del repertorio classico nel 2015 rispetto al 2014. 
Oltre ai dati in positivo sulle presenze, tra le quali crescono quelle dei giovani, La Fenice, celebre teatro di Venezia, ha registrato nel 2016 un aumento dell’11 per cento delle vendite di biglietti online. A comprare su internet sono soprattutto gli under 40 (quasi la metà). Giovani che amano la musica ma che amano anche il teatro e la sua storia, già il suo nome è simbolo di ben due rinascite. 
E i giovani continuano a seguire La Fenice anche sui social: su Twitter dei 107mila follower il 63 per cento è composto da persone tra i 25 e i 34 anni; su Facebook degli oltre 205mila fan il 42 per cento sono giovani tra i 18 e i 24 anni. 
Brilla per iniziative e numeri il Teatro alla Scala di Milano dove nel 2016 il totale di spettatori che include giovani delle scuole elementari, medie, superiori, università, conservatori e accademie è stato pari a 87.713. 
A Roma nel 2016 il Teatro dell’Opera ha registrato 242.800 spettatori.  Secondo un’indagine conoscitiva commissionata dalla Fondazione romana a una società che fa sondaggi e ricerche di mercato, a comporre il pubblico sono per il 30 per cento giovani, ovvero spettatori tra i 15 e i 40 anni. Il 52 per cento dei giovani intervistati è soddisfatto dell’esperienza vissuta, il 42 per cento della programmazione e l’81 per cento consiglierebbe a parenti e amici di assistere a uno spettacolo dell’Opera di Roma. Anche l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, nella capitale italiana, ha evidenziato cifre più che positive sulla partecipazione giovanile ai concerti proposti. Quest’ultima vanta anche la realizzazione di un’orchestra junior composta da 300 strumentisti, nata nel 2006.
Il Teatro San Carlo conferma la tendenza giovane che ormai da qualche anno caratterizza il pubblico napoletano, i piccoli spettatori arrivano a quasi 50mila l’anno. Al Teatro Massimo di Palermo un terzo del pubblico ha meno di 35 anni. 
Sono proiezioni e numeri rassicuranti. Da quest’altra parte del globo, statistiche riportate recentemente indicano che aumentano i cosiddetti “millennial” che ascoltano le emittenti radio con programmi di musica classica e, in particolare, una stazione  di Toronto ne è la maggiore beneficiaria. 
L’audience degli under 35 è aumentata del 42 per cento in questi ultimi due anni, circa 220mila giovani ascoltatori per settimana. 
È stato evidenziato tra l’altro che c’è stata un’esplosione di basi musicali per video giochi, registrate da orchestre vere e proprie e non strumenti puramente elettronici. Kenneth McLeod, professore associato di Storia della Musica all’Università di Toronto, sostiene che potrebbe essere molto di più di un risultato inatteso.  È  musica che ha un compito, una sostanza e una credibilità, qualcosa che forse il pubblico più giovane sta ricercando in questo settore di mercato. 
Prossimamente vedremo anche quanti giovani amano approfondire lo studio della musica e quali sono le differenze tra chi studia questa disciplina in Italia e chi lo fa qui a Toronto. 
 
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