CorrCan Media Group

La Candelora è arrivata, ma l’inverno continua

La Candelora è arrivata, ma l’inverno continua

TORONTO – Il giorno di domani è conosciuto con il titolo della Candelora ed è forse uno dei giorni più speranzosi dell'anno per quando riguarda la fine dell'inverno.
Credenze e tradizioni hanno riempito da sempre pagine di proverbi e di racconti che di anno in anno si ricordano e si ripetono, ma che, con il passare dei tempi, poco rispecchiano la realtà dei fatti che si mette difficilmente a confronto con detti ed esperienze di una volta.
La Candelora, come viene chiamata la ricorrenza del 2 febbraio, è nella liturgia cattolica il giorno dedicato alla Presentazione di Gesù al Tempio e della Purificazione di Maria.
Secondo l'usanza ebraica, quaranta giorni dopo la nascita del primogenito, i genitori si recavano al Tempio per consacrare il bambino a Dio. Avvenne così anche per Gesù, primo nato di una famiglia ebrea.
Il nome Candelora deriva dal latino candelorum, cioè delle candele, perchè nelle celebrazioni liturgiche di questo giorno viene donata ai fedeli una candela da portare a casa, simbolo di Cristo "luce delle genti".
Le feste religiose venivano a sostituire quelle pagane. Ai tempi dei romani, nello stesso periodo, si celebravano i Lupercali, una solennità dedicata alla purificazione e alla fecondità, in onore del dio Fauno, protettore delle greggi ed era caratterizzata da una processione notturna a lume di fiaccole. 
Da questo si deduce che la tradizione piuttosto che alle previsioni del tempo è legata prevalentemente alla quantità di luce che va aumentando leggermente in questo periodo.  
Così recita infatti il proverbio: "Per la Candelora un'ora intera: mezza la mattina e mezza la sera."
Come spesso accade il sacro si fonde con il profano, ma rimane il filo conduttore – in questo caso la luce – che ci porta a risalire al significato di date particolari ancora oggi evidenziate.
In Nordamerica si affida il destino dei prossimi cinquanta giorni – tanti in effetti occorrono fino all'arrivo della Primavera – ad una povera marmotta che verrà, a sua insaputa, osannata o maledetta, solo per aver messo il suo simpatico nasino fuori dalla tana.
Com'è ormai noto, se la giornata è soleggiata e l'animaletto uscendo dal suo rifugio vede la sua ombra, si spaventa e torna a ripararsi. Da ciò la deduzione che avremo ancora giornate di inverno pieno e freddo da patire. Se invece la giornata è coperta e nuvolosa si potrebbe sperare a qualcosa di meno scoraggiante.
La cultura contadina poi fa riferimento al 2 febbraio per sostenere che " Se per la Candelora il tempo è bello, molto più vino avremo che vinello." quindi vino più robusto se il giorno ci regalerà sole e ciel sereno.
Tante le filastrocche recitate nelle diverse regioni dell'Italia, forse la più nota, con le sue varianti regionali è "Per la santa Candelora, se tempesta o se gragnola, dell'inverno siamo fora; ma se è sole o solicello. siamo dentro l'invernarello."  
Fatto sta che, secondo le previsioni meteorologiche, dall'inverno non siamo per niente fuori, anzi quest'anno è proprio più rigido e lungo del solito.
E purtroppo gli studiosi della meteorologia non ci danno buone notizie per i prossimi giorni, almeno in questa parte del globo.
Ma se i proverbi sono la saggezza di un popolo, vuol dire che le cose sono proprio cambiate!
 
More in Sport