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Il successo di un film anche nella sua musica

Il successo di un film anche nella sua musica

Nella foto: Il maestro Ennio Morricone
 
TORONTO –  Prima ancora del sonoro e quindi dei dialoghi, il cinema sentì l’esigenza di accompagnare le immagini con la musica. Ricordiamo proposte di repertorio ormai antico, dove sotto lo schermo gigante c’era un pianista che cercava di interpretare liberamente le scene che scorrevano in bianco e nero davanti agli spettatori, improvvisando su brani già conosciuti.
È il secolo scorso a veder nascere i più importanti compositori di musiche da film. Dal 1935 il prestigioso premio Oscar istitutisce una categoria proprio per la migliore traccia musicale, e premia con l’ambita statuetta dorata il suo compositore.
Alcuni sono noti al vasto pubblico proprio attraverso i riconoscimenti ottenuti a Hollywood. John Williams con 5 statuette per i  film Guerre Stellari, Harry Potter, Jurassic Park, Indiana Jones e Lo squalo. Chi non ricorda, tra i meno giovani, quella marcetta fischiettata nel film Il ponte sul fiume Kway? Valse l’Oscar al suo compositore Malcom Arnold.
Nel 1957 nasce Hans Zimmer che, attraverso le sue note, ha reso famosi e riconoscibili film come Il gladiatore, Il Codice da Vinci,  I pirati dei Caraibi.
In America, tra i più ricordati è senz’altro Henry Mancini, nome d’arte di Enrico Nicola Mancini, figlio di immigrati abruzzesi. Portano la sua firma le musiche di Colazione da Tiffany, La Pantera Rosa, The days of Wine and Roses, canzone che dava il titolo all’omonimo film. Sue anche le musiche del chiacchierato sceneggiato Uccelli di Rovo. Ben quattro le statuette prestigiose al suo attivo.
Vangelis, compositore greco, vince l’Oscar per il tema muscale di Momenti di Gloria, James Horner per le musiche di Titanic e compone anche quelle per il film Avatar. Non tralasciamo il musicista Luis Enriquez Bacalov, che oltre ad arrangiare le musiche per grandi successi italiani degli anni ‘60, vince l’Oscar per la colonna sonora de Il postino e collabora con registi del calibro di Federico Fellini, Pier Paolo Pasolini, Ettore Scola.
Entrando nel firmamento italiano, prima di parlare di due grandi senza tempo, una menzione speciale va a Nicola Piovani, che nel 1999 porta a casa una delle tre statuette assegnate al film La vita è bella. Ma sue sono anche le musiche dei film Nel nome del padre, La notte di San Lorenzo, Caro diario, Ginger e Fred, La stanza del figlio. Questi ultimi tre gli permettono di vincere il David di Donatello. Sul podio per le musiche da film non possiamo che far salire due grandi di sempre: Nino Rota ed Ennio Morricone. Il primo firma capolavori storici italiani come La dolce vita, Romeo e Giulietta, il Padrino, per la parte II si aggiudica l’Oscar. E poi le pagine musicali per Napoli Milionaria, Il Gattopardo, tanti film con Totò,  numerosi film di Federico Fellini e di Mario Monicelli. I suoi brani caratterizzano i film che accompagnano. Bastano poche note per far riferimento al Valzer suonato dalla tromba solista che sottolinea le scene drammatiche con lo sguardo duro di Vito Corleone. Cosa sarebbe stata questa trilogia senza l’accompagnamento di Nino Rota?
E poi Ennio Morricone, genio indiscusso oltre a una personalità meravigliosa e sensibile. Noto in tutto il mondo per aver dato carattere agli “spaghetti western” di Sergio Leone, tra i quali Per un pugno di dollari, Il buono, il brutto e il cattivo, C’era una volta il West, Giù la testa e tanti altri. Ma anche per aver arricchito di romanticismo  i film di Giuseppe Tornatore Malèna, Baarìa, e Nuovo cinema Paradiso con il quale vince il David di Donatello. Tanti anche i Nastri d’argento, i Golden Globe e due Oscar, uno premio alla carriera e l’altro arrivato solo l’anno scorso per The Hateful Eight, film di Quentin Tarantino.
Le sue composizioni sono straordinarie, coinvolgenti, seconde a nessuno. Sono di una finezza e di una ricercatezza uniche proprio del compositore romano. 
“Devo cercare di realizzare una colonna sonora che piaccia sia al regista, sia al pubblico, ma soprattutto deve piacere anche a me, perché altrimenti non sono contento. Io devo essere contento prima del regista. Non posso tradire la mia musica”, ebbe a dire Morricone durante la cerimonia di assegnazione delle sua stella nella Hollywood Walk of Fame.
Un carattere schivo, taciturno che si esprime a pieno nelle sue composizioni innumerevoli, più di cinquecento per film e serie Tv.
La colonna sonora di un film è una struttura portante, giusto l’uso della parola colonna, non è un accessorio, qualcosa secondaria, meno importante delle immagini e dei dialoghi. Accende i momenti di pathos, arricchisce il film entrando nella memoria collettiva.  Spesso ricordiamo un film proprio per la sua colonna sonora. A volte si sostituisce e dice molto di più di quanto gli attori stessi potrebbero esprimere con la parola. È un contributo essenziale per la riuscita di una pellicola che la caratterizza e la rende unica.
Guida all'ascolto https://www.youtube.com/watch?v=WSkyoyyvnA
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