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Il profumo veicolo di benessere e di ricordi

Il profumo veicolo di benessere e di ricordi

TORONTO – In un precedente articolo abbiamo iniziato la nostra scoperta nell’universo chiamato “profumo”. Un universo perché ricco di storia, di costumi, di tradizioni che risalgono davvero alla notte dei tempi. Eravamo arrivati ai romani, dopo un lungo viaggio, passando per la Grecia e la Babilonia. Continuiamo a vedere come si è sviluppata nel tempo la profumeria.
Furono gli Arabi a introdurre per primi l’alcool nel processo di macerazione e distillazione di quell’essenze magiche e con l’invasione della Spagna, i Mori portarono le fragranze in Europa.
Grazie alle Crociate, nel Medioevo, cominciarono a pervenire dall’Oriente nuove sostanze, come l’ambra, le resine aromatiche, il muschio, che furono impiegate nella produzione del profumo, e il Rinascimento diede la possibilità a letterati, architetti, artisti e ingegneri di viaggiare in Europa, scoprendo nuove ricette. 
Furono i nobili, come Caterina Sforza, Isabella d’Este, Lucrezia Borgia, Cosimo de’ Medici, amanti dell’essenze profumate, a far in modo che crescesse interesse intorno ad esse.
In Inghilterra, la regina Elisabetta I diede un grande impulso allo sviluppo della profumeria, imponendo la coltivazione di fiori e l’insegnamento della produzione domestica di acque odorose.
Per quanto riguarda l’Italia, i documenti ci indicano Venezia e Firenze con i loro laboratori all’avanguardia, come le città più famose in tutta Europa in quest’arte.
Dopo la Belle Epoque tutta francese, negli Stati Uniti comincia la marcia della bellezza con i primi istituti di cura del corpo e di cosmesi di Elisabeth Arden e di Helena Rubinstein, che solo molto più tardi fabbricheranno profumi. 
E così, secolo dopo secolo, oggi il profumo è un’industria che non finisce mai di espandersi e di rinnovarsi. Saranno veramente pochi quelli che non hanno l’abitudine di aggiungere al guardaroba, agli accessori e alla cura personale, una goccia di acqua di colonia o d’eau de toilette o di una preziosa eau de parfum, che si distinguono tra loro per la quantità in percentuale di essenza profumata in esse contenuta.
Tanto per citare qualcosa che era più di un vezzo? Marilyn Monroe non andava mai a dormire senza la sua inseparabile boccetta di Chanel N° 5. La stessa creatrice dell’omonimo profumo ebbe a dire: “Il profumo è l’accessorio di moda basilare, indimenticabile, non visto, quello che preannuncia il tuo arrivo e prolunga la tua partenza”.
Cosa avviene nell’uomo, dal punto di vista olfattivo, ce lo spiega la biologia. 
I neuroni del sistema olfattivo terminano proprio nella parte del cervello dove hanno sede le emozioni: il sistema limbico. 
Qui si concentrano gli impulsi elettrici provocati dagli odori, ed è questa la parte più antica del cervello, legata alle sensazioni di simpatia, sessualità, predisposizioni innate, ricordi, umore, creatività. L’olfatto è quindi un “rimedio naturale” molto interessante per la comunicazione commerciale. 
Negli Stati Uniti ormai da anni è stato coniato un motto, “Sell with smell”, che impoverito dalla traduzione risulterebbe “Vendere con l’aiuto dell’odore”. Ma i nostri dirimpettai non hanno inventato niente di nuovo, perché già i cinesi, nel 970 d.C. avevano scoperto che le loro sete venivano apprezzate e acquistate se profumate. Alcune imprese in Giappone ormai da diversi anni profumano i propri uffici adottando determinate strategie: essenza di limone al mattino per stimolare i dipendenti, odori di fiori nel pomeriggio per prolungare la resistenza, profumo di bosco alla sera per trasmettere una sensazione di ottimismo. 
Strano non ne abbiano ancora messa a punto una che faccia passare la voglia agli impiegati di chiedere l’aumento di stipendio. 
Scherzi a parte ora le capacità olfattive vengono stimolate anche per la salute fisica e il benessere dello stato d’animo. Come l’impiego dei “Fiori di Bach”, trentanove rimedi floreali utili per sbloccare la capacità reattiva della persona. Il creatore, Edward Bach, indicò per ogni stato mentale un rimedio floreale, che spinge non solo a curarci, ma anche a conoscerci meglio nel profondo. 
Tramite la “floriterapia” di Bach si possono risolvere situazioni di stress, di ansia, di panico, di insicurezza e persino di depressione.
Gli aromi parlano al nostro inconscio molto più di quanto possa fare un discorso di parole e suoni.
È per questo che associamo un odore a un’immagine emozionale. 
Può essere, per esempio, il profumo della salsedine a riportarci con la mente a una indimenticabile vacanza sul mare. 
Quando l’odore è risentito dopo anni, la memoria olfattiva mette subito in funzione il nostro sistema ormonale che riproduce le sensazioni e le emozioni che accompagnarono quell’odore nel passato.
Tantissimi gli aggettivi nella composizione di un profumo: floreale, ambrato, fruttato, agrumato, orientale, dolce, amaro. Ricordate che sarà esso a legare per sempre alla nostra mente circostanze, esperienze e luoghi dai quali non ci separeremo più.
 
 
 
 
 
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