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Il party inglese: spaccare mobili della svedese Ikea

Il party inglese: spaccare mobili della svedese Ikea

Rieccoli. Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Gli hooligan made in England sono tornati. Prima creava- no il caos quando le cose non adava- no per il loro verso. Sabato lo hanno fatto per festeggiare la vittoria sul- la Svezia e l’approdo alla prima se- mifi nale dai mondiali italiani del ‘90. Gli hooligan moderni se la sono presa con il punto vendita di mar- chio svedese Ikea mettendo a soq- quadro il negozio di Londra, spac- cando la mercanzia in vendita e ter- rorizzando clienti e impiegati.

L’opera distruttiva era accompa- gnata dalla canzone-inno del calcio inglese “Football’s coming home” cantata a squarciagola. Bel ritorno a casa e campanello di allarme per i croati di Londra. Gli esercizi com- merciali gestiti dai compatrioti di Modric, probabilmente resteranno chiusi e protetti. Perchè comunque finisca la partita , gli hooligan sisca – teneranno se l’Inghilterra vincerà, ma soprattutto se perderà.

Only in England, eh. Solo in In- ghilterra si festeggia, infatti, crean- do caos e innescando guerriglie. Nel resto del mondo la felicità si esterna con caroselli di auto imbandierate e tifosi che inneggiano alla propria squadra. In Russia, per esempio, do- po la sconfi tta con la Croazia la gen- te è scesa in strada per ringraziare il team, nonostante si sia fermato sul più bello. Toronto non sarà mai co- me Londra. Basta ricordare la festa italiana del 1982 quando mezzo mi- lione di tifosi azzurri esultarono con baci ed abbracci, senza spaccare u- na vetrina, o venire alle mani con la polizia. E dire che i ristoratori italia- ni di St. Clair o rivano vino gratis. Altri tempi, altro paese, altra civiltà.

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