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Il “Made in Italy” in un boccone di spaghetti

Il “Made in Italy” in un boccone di spaghetti

TORONTO –  Ci risiamo. Ancora una volta la nostra italianità viene offesa, derisa e denigrata sotto ogni punto di vista. E che a farlo sia un’istituzione come l’ICFF non si può accettare, visto che si prefige di “intrattenere ed educare” come si legge nella sua missione.
 
Nel manifesto pubblicizzante un suo evento, intitolato per giunta “ICFF MODA, Italian lifestyle in Yorkville Village”, l’immagine che dovrebbe rappresentare il meglio dell’italianità, lo stile, il buon cibo e la cultura è evidentemente tutt’altro. 
 
Che l’Italia sia solo pizza, spaghetti e mandolino è un stereotipo ormai sorpassato. In tutto il mondo si conoscono le grandi firme della moda italiana, i grandi nomi degli esponenti italiani della musica, del cinema, dell’arti figurative, le celeberrime presentazioni di rinomati chef nati e formatisi in Italia. Ma a Toronto, per descrivere l’italianità secondo l’ICFF basta una donna, con le spalle nude, mentre cerca di addentare una forchettata di spaghetti serviti in un cartoccio (quanto di mai visto, nemmeno nelle sagre di paese o nei fuoriporta di Pasquetta) presi alla rinfusa, neanche avvolti come solo noi italiani sappiamo fare.
Una visione di così tanto cattivo gusto, per rappresentare un evento, per promovere una serata con certamente vino e cibo italiano, ma anche atta a celebrare “60 anni di made in Italy” in uno dei quartieri più glamour nel cuore di Toronto. Ma nemmeno lo smalto tricolore sulle mani della modella, a simulare la bandiera o il verde bianco e rosso sullo sfondo, possono rendere quell’immagine vicina all’essere un mero cenno del bagaglio culturale del nostro Belpaese. Non c’è un tocco di classe, di eleganza, di quella finezza che invece potevano essere rappresentate senza scadere in così tanto volgarismo. Non possiamo non essere d’accordo con Anita Aloisio, che chiede non solo la sostituzione della foto nel poster, ma anche le scuse, come donna e come italiana.  
Non è certamente quella – sostiene Aloisio – l’immagine che onora e celebra l’italianità, la donna italiana e la cultura sotto i vari aspetti, della quale l’Italia e gli italiani nel mondo sono ricchi e vanno fieri. 
Se ne parlerà ancora, nei prossimi giorni, perché il disappunto si sta sollevando da parecchie parti.
 
 

 

 

 

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