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Cristina’s Tortina Shop, le risorse e non la diversità

Cristina’s Tortina Shop, le risorse e non la diversità

TORONTO – Ogni 21 marzo ricorre la Giornata Mondiale sulla Sindrome di Down. La data non è stata scelta a caso,  una delle tipologie di questa condizione è infatti denominata Trisomia 21.  In ognuna delle cellule del corpo umano ci sono 23 coppie di cromosomi, strutture che contengono il DNA. Nei soggetti affetti dalla Sindrome la coppia di cromosomi identificata come ventunesima ne presenta in realtà uno in più, da questo la denominazione di Tri-somia 21, tre cromosomi uguali. Circa 150 anni fa, John Langdon Down, medico inglese, pubblicò una descrizione accurata di un soggetto affetto da Trisomia 21, dopo uno studio scientifico. Per conoscere meglio di cosa si trattasse bisogna attendere il 1959, quando il medico francese Jerome Lejeune potè stabilire che la Sindrome di Down era una condizione genetica. Più tardi verranno identificate altre due tipologie chiamate Mosaicismo e da traslocazione.
Dal punto di vista medico la Sindrome di Down è stata considerata una disabilità, prevedendo ritardi cognitivi e motori, ma sicuramente il danno maggiore è causato dal fatto di escludere i soggetti con la Sindrome da qualsiasi coinvolgimento sociale, compresa la scuola e le attività educative. 
Nel corso degli anni le esperienze hanno evidenziato che lo stimolo, l’inserimento e le cure adeguate possono portare ad una vita pressochè regolare anche gli affetti da Sindrome di Down.
Intelligenti, determinate, dotate di una sensibilità unica, le persone in questione sono un arricchimento ad un società prevenuta che spesso si distrae e tende ad emarginarle, considerandole di capacità scarse o nulle, ma non è assolutamente così.
Ci sono ormai nel mondo parecchie di esse laureate a pieno merito, autonome e abilissime, che attendono solo di essere considerate al pari di chiunque altro individuo, perché la loro condizione non sia vista più come una diversità.
Nella municipalità di Brampton, zona nordovest della GTA, è nata da qualche anno un’iniziativa che offre impiego e realizzazione a queste persone speciali: una pasticceria specializzata in cupcakes, torte e biscotti, dove la titolare è Cristina, nove anni e una voglia di vivere, di farsi conoscere e di stupire da far invidia a chiunque.
Il motto che campeggia all’interno del coloratissimo locale recita: “Non ti cambierei per nessuna cosa al mondo, piccola C, ma ti prometto di cambiare il mondo per te, una cupcake alla volta!”. Sono le parole di Mary Romano Iusso, mamma di Cristina, una donna dinamica ed infaticabile che porta avanti il progetto ed oltre a spendere le sue giornate nel laboratorio profumato alla vaniglia, si impegna  a difendere i diritti di queste persone, svolgendo un capillare lavoro di sensibilizzazione nelle scuole e negli ambienti sociali.
 
Mary si è sentita immediatamente privilegiata quando ha saputo di essere la mamma di una bimba con la Sindrome di Down, che non ha mai costituito per lei un dramma, un ostacolo insormontabile. Le preoccupazioni che ha per Christina sono le stesse che occupano i suoi pensieri per gli altri due figli.
L’impegno che spende è soprattutto per abbattere tutti gli stereotipi che sono stati creati intorno a queste creature davvero speciali. Rigetta assolutamente ogni forma di commiserazione e odia quando qualcuno si rivolge a lei con pietismo e rammarico per la condizione della figlia.
“Io offro a Cristina e agli altri ragazzi solo un’opportunità, ma sono loro a mettere in evidenza quello che sanno fare – afferma Mary – ed inoltre vorrei insegnare alla gente come vedere e trattare i soggetti come Cristina”. 
Ognuno viene al mondo per una ragione e queste persone senza pregiudizi, non vedono in altre individui nessuna diversità, mentre l’opinione pubblica tende ad etichettarle come disabili e ad isolarle. A dispetto di tutto ciò, Christina mostra già  spiccate doti come la leadership e il cameratismo, ed ha solo nove anni. 
Cristina Tortina Shop ha molto offrire oltre ad un biscotto o una cupcake, ogni occasione è ideale per una lezione di vita, le persone come Cristina hanno qualcosa in più e non è solo quel cromosoma.
 
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