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«Sogno di tornare in Italia e in Nazionale»

«Sogno di tornare in Italia e in Nazionale»

«Sogno di tornare in Italia e in Nazionale»

TORONTO – «Sogno di tornare a giocare nella Serie A e nella nazionale». I sogni in questione appartengono a Seba Giovinco, classe 1987, indimenticato top player del Toronto Fc. Durante la sua carriera ha vestito le maglie di Juventus, Empoli, Parma, Toronto e ora nella squadra araba Al Hilal. Esagerando si potrebbe dire che Giovinco è stato l’eroe di tre mondi, Europa, America e Asia.

Anche in Arabia il calcio è ostaggio del virus, il campionato è per ora sospeso. La Formica Atomica nel calcio arabo non sta primeggiando come fece a Toronto. La sua produzione gol in campionato è di sei reti in 19 partite. Giovinco ha comunque vinto, pur senza segnare, la Champions dell’Asia che si aggiunge ai due scudetti vinti con la Juve e quello Mls ottenuto con il Toronto.

Dall’Europa all’America fino all’Asia, il fantasista che ha fatto conoscere ai fans torontini di che pasta è fatto un vero fuoriclasse, approfittano della pausa virus si è raccontato analizzando la propria carriera e il ruolo del fantasista.

A Toronto c’era spazio – «Sono stati 4 anni bellissimi perché in un giocatore l’età tra i 27 e i 33 corrisponde al momento migliore della carriera. Quello americano è un calcio che risalta le mie qualità, ci sono tanti spazi, è stato perfetto». Più che perfetto è stato il monte dei soldi guadagnati a Toronto, circa 45 milioni di dollari Usa.

Chiudere il cerchio in Italia – «La voglia c’è, voglio chiudere il cerchio in Italia. Però ora come ora sono contento qui, ho già vinto qualcosa in Arabia (la Champions asiatica) e sono felice».

Voglia di azzurro – «L’unico modo che ho di ritornare in nazionale è tornare in Italia. Fare qualcosa di veramente grande lì mi permetterebbe di tornare in lizza. La Nazionale sta attraversando un momento buono, si è trovata un’identità ed è una bella squadra da vedere».

La questione scudetto – «Secondo me è un peccato non dare il titolo, perché siamo a due terzi della stagione. Chi è in questo momento prima in classifica tra la Juventus e la Lazio? La Juve, quindi vincerebbe ancora? Allora direi play off e play out. Scherzi a parte, non lo so, sicuramente per i tifosi vedere play off e play out sarebbe sicuramente bello però sarebbe un anno condizionato. Anche le ultime partite che hanno voluto far giocare per forza, anche la Champions League, si guardavano in un’atmosfera particolare. Ci si chiedeva a cosa servisse giocare a calcio adesso, un po’ come se avessero corso in Formula Uno. È un momento in cui lo stop deve aspettare, prima deve star bene tutta la gente e poi dopo si può ricominciare a giocare».

Le punizioni speciali – «A Toronto ho segnato 14 gol su punizione, la mia specialità. Mi ricordo che in Italia, mi allenavo piazzando la barriera a 8 metri, invece di 9,15 metri. Ogni calciatore ha il suo modo di calciare le punizioni. Dipende molto dal tipo di calcio che hai: Del Piero lo ha diverso da Pirlo, Pirlo da Juninho. Devi allenarlo e cercare di migliorarlo. Penso che tutti calcino in maniera di¨erente. Quello che mi viene meglio è calciare sopra la barriera ».

Tattiche diverse – «Uno dei problemi che ho avuto nei primi anni alla Juventus, dove era importante vincere. Mi sono sempre voluto mettere in discussione cercando di capire quale fosse il mio livello: dove potevo arrivare. In Italia si guarda più l’aspetto tattico che far risaltare le qualità di un giocatore. Nella Mls, invece, la tattica è quasi sconosciuta, si gioca larghi, sem- pre di corsa».

Colleghi fortissimi – «Inutile dire Pogba, Vidal e Pirlo. Uno simile a me, e lo dico anche per la persona, è Tevez: mi ha impressionato più di tutti. Si era creato qualcosa di bello anche fuori dalcampo. A Toronto mi trovano bene con Altidore che mi creava spazio sotto porta».

Vidal animale di centrocampo – «In quegli anni alla Juventus avevamo un centrocampo incredibile. Arturo Vidal è un animale, non ho mai visto uno correre così».

Esultanza da…piccolo – «Quando esultavo mimando il gesto della spanna mancante lo facevo per rispondere alle critiche, a chi diceva che ero piccolo. Adesso più vai avanti col tempo e più fisicamente devi essere pronto, oggi è ancor più di©cile per un giocatore con le mie caratteristiche. Quel gesto era un’esultanza per dire: “Non si arriva solo grazie al fisico”. A Toronto ho anche esultato facendo il gesto della motocicletta, volevo far vedere che correvo più degli altri facendolo».

Nella Juve volavano calci – «Nella Juve intensità e voglia di vincere anche in partitella. Volavano calci come se non ci fosse un domani, era davvero allenante. Ora sono diventato così, me lo hanno trasmesso».

CR7 un bene per tutti – «Una sorpresa per tutti il passaggio di Cristiano Ronaldo alla Juventus. Sono convinto che sia stato davvero un bene per il calcio italiano ».

Il rumore non lo fa dormire – «Non riesco a dormire con i rumori. Non ho mai guardato film o serie tv, non giro con computer o iPad, non gioco alla Play. Sono atipico, mi piace chiacchierare in quei momenti. Quando ero alla Juventus stavo con Marchisio, poi successivamente da solo e da lì è sempre stato così, anche a Toronto. Ognuno ha i suoi ritmi».