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Mike Babcock, Carlo Ancelotti dovevano vincere, invece…

Mike Babcock, Carlo Ancelotti dovevano vincere, invece…

Mike Babcock, Carlo Ancelotti dovevano vincere, invece…

Mike Babcock e Carlo Ancelotti in carriera hanno vinto tutto. Ma nello sport il passato non conta, la reputazione neanche. Conta soltanto vincere, o almeno restare in alto.

Loro due non sono riusciti a farlo, anzi hanno fatto di peggio avendo “rovinando” le loro squadre riducendole da pretendenti a perdenti.

Mike Babcock (nella foto piccola), classe 1963, era stato ingaggiato a peso d’oro per far vincere l’agognata Stanley Cup ai Maple Leafs. Nel 2015 firmò un contratto record di otto anni che gli garantiva 50 milioni complessivi, cioè 6.25 milioni ogni campionato. Nessun coach della NHL ha mai guadagnato quanto lui. Chi lo ha sostituito, Sheldon Keefe, prende l’equivalente di un piatto di lenticchie. L’ammonto del suo salario non è stato reso noto dal club, segno che deve essere insignificate al punto di essere imbarazzante per i confronti con la somma che finiva nella tasche del suo trombato predecessore.

Babcock ha sempre allenato come un sergente di ferro, a muso duro. Ed è stato cacciato via perchè, in questo terzo anno di gestione, i Leafs stavano rendendo peggio dello scorso campionato. Il team, zeppo di talenti soprattutto in attacco, non ha mai raggiunto il livello di gioco del Boston o del Washington che primeggiano grazie al furore agonistico e al motto dei Moschettieri: uno per tutti, tutti per uno.

Carlo Ancelotti (nella foto grande), classe 1959, nel calcio ha vinto più di quello che Babcock ha vinto nell’hockey. Due anni fa era stato preso dal Napoli per sostituire Maurizio Sarri. L’anno scorso, con lui in panchina, il Napoli è giunto secondo, a quattro punti dalla Juve alla quale, comunque, non ha mai insidiato il titolo. Quel campionato fu disputato con gli schemi di Sarri, Ancelotti non travolse il gioco, si adattò con qualche piccola modifica.

Da lui quest’anno ci si aspettava molto. Però, al posto delle rose sono arrivate le spine, il crollo in campionato è stato incredibile, totale. Il perchè il Napoli sia riuscito ad essere tra le 8 migliori squadre in Europa mentre in campionato naviga a metà classifica, è stato spiegato in diversi modi.

1) La squadra non si adatta al 4-3-3 caro ad Ancelotti.

2) Molti titolari andavano venduti per non giungere a giocare con otto di essi in scadenza di contratto.

3) Ancelotti non ha saputo mettere in riga i rivoltosi, Insigne e Allan soprattutto, e suo figlio Davide, secondo in comando, ha finito per spaccare ulteriormente lo spogliatoio.

4) De Laurentiis ci ha messo del suo autorizzando acquisto di giocatori che non servivano – Lozano e Llorente – invece di prendere un regista che facesse da collante tra difesa ed attacco.

Probabilmente le cause del fallimento sono anche altre, ma a questo punto è inutile spargere sale sulle ferite. Ora il Napoli è nelle mano di uno tosto, Gattuso, che il presidente ha preso chiaramente per rimettere in testa ai suoi di giocare per la squadra e non per se stessi.

Da oggi in poi il Napoli deve pensare a scalare la classfica per raggiungere almeno la zona Europa League. Poi a febbraio si comincerà a pensare al Barcellona che la jella ha voluto sia il prossimo avversario in Champions.

Un proverbio napoletano recita: “’O cane mozzeca sempe ’o stracciato”, ossia “Il cane morde sempre lo straccione”. Infatti…