CorrCan Media Group

I protagonisti del 36esimo scudetto bianconero

I protagonisti del 36esimo scudetto bianconero

I protagonisti del 36esimo scudetto bianconero

TORONTO – L’ennesima, magnifica galoppata della zebra juventina – sui verdi prati di tutta Italia – ha portato la banda Sarri a trionfare anche in questo strano campionato, vissuto in due fasi e contraddistinto dalla lunga pausa provocata dal Covid. Il condottiero bianconero, alla sua prima stagione sulla panchina della Vecchia Signora, è stato Maurizio Sarri. Molti avevano storto il naso alla decisione della dirigenza juventina di affidargli la gestione della squadra, a giugno 2019, quando Sarri era reduce dalla fresca vittoria nell’Europa League, alla guida del Chelsea. Sarri è scontroso, poco ‘telegenico’, non si rade la barba e si porta in panchina un mozzicone di sigaro. Ma ci sa fare, altro che. Il 61enne tecnico partenopeo, nonostante la pressione dovuta agli otto scudetti consecutivi vinti dalla Juve e a dover dunque emulare le gesta di Conte prima e di Allegri poi, ha comunque saputo dare la sua impronta, a volte decisiva, alla squadra più blasonata d’Italia. Anche se le critiche non sono mancate nei suoi confronti, acuìtesi dopo la sconfitta contro l’Udinese della scorsa settimana.

Ha dovuto persino fare i conti con una brutta polmonite (che non era Covid-19, ndr) che gli impedì di seguire la squadra nelle prime uscite in campo, la scorsa estate. Ma tutto il carattere – arcigno, appunto – di Sarri, lo si è visto trasporre nei suoi giocatori, che hanno lottato e dominato gli avversari in campo. Dal 4-3-1-2, primo modulo utilizzato da Sarri – ai tempi dell’Empoli – il tecnico partenopeo nella Juve ha spesso utilizzato il 4-3-3, con un CR7 esterno a sinistra ed uno tra Douglas Costa e Bernardeschi a destra, col ruolo di punta affidato quasi sempre a Dybala, e meno ad Higuain, in caso di utilizzo del falso nove.

Appunto, Paulo Dybala, La Joya. Il 26enne argentino, nativo di Laguna Larga, ha fatto vedere quest’anno di che classe cristallina sia dotato, se mai ve ne fosse stato bisogno di ribadirlo. Alla quinta stagione nella Juventus, con 78 reti siglate nelle prime quattro, il gioiellino sudamericano di reti ne ha segnate 11 in campionato e 17 in totale, ma spesso decisive ed a coronamento di azioni spettacolari.

Ma il ‘Re’ lui, solo lui e solamente lui. Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro, o CR7 – come preferite – il 35enne portoghese che insieme a Maradona, Pelè, Di Stefano e Messi è stato uno dei più grandi giocatori ad aver fatto del calcio lo sport più bello del mondo. Mister 5 palloni d’oro, Sua Maestà il calcio – alla sua seconda stagione alla corte juventina – ha trascinato la squadra con i suoi gol, 31 sino ad ora segnati in campionato più altri 4 nelle Coppe, dopo le 28 reti complessive siglate nella stagione 2018/9. Un fenomeno, si sa. Ma la sua straordinaria possanza atletica e l’insaziabile voglia di vittoria hanno fatto spesso fatto la differenza anche quest’anno, trascinando i compagni nella lunga rincorsa allo scudetto.

Gli altri eroi della cavalcata bianconera rispondono al nome di Matthijs de Ligt, il 21enne difensore olandese, e dal trio carioca, composto da Alex Sandro, Danilo e Douglas Costa – dalla linea difensiva dei primi due, alle folate offensive del terzo – hanno contribuito alle vittorie della Vecchia Signora. L’indomito Chiellini, tornato dopo sei mesi per l’infortunio al crociato, Bonucci, Pjanic, Khedira, Ramsey, Bernardeschi, Higuain, Bentancour, Matuidi e Rabiot hanno dato tutti il loro prezioso contributo. La porta, infine, protetta dal talentuoso Szczesny, in alternanza con una leggenda, Gigi Buffon.