Gm e Peugeot beffano Volkswagen e FCA

di corriere canadese del March 16, 2017
Francesco Veronesi
 
TORONTO - Nel delicato scacchiere internazionale del settore auto lo spostamento di una singola pedina ha conseguenze enormi per tutti gli attori principali. L’annuncio della vendita da parte della General Motors dei suoi due asset europei - la tedesca Opel e l’inglese Vauxhall - alla francese Peugeot è destinata a provocare degli effetti destabilizzanti negli equilibri - in termini finanziari e di vendite - che si erano venuti a creare negli ultimi anni. Da un lato abbiamo la Gm guidata dalla Ceo Mary Barra che decide di eliminare la sua presenza nel Vecchio Continente per concentrarsi solamente nel redditizio mercato americano. Senza dimenticare che la vendita di Opel e Vauxhall arriva a meno di due mesi dall’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump, che ha chiesto alle case automobilistiche Usa di fermare la delocalizzazione della produzione, minacciando l’attivazione di tariffe doganali alle stelle. Una minaccia che peraltro nei mesi scorsi era stata fatta direttamente alla stessa Gm che voleva investire nella produzione in Messico. 
Ma l’annuncio della General Motors arriva anche in una fase estremamente delicata per tutto il settore automobilistico globale. Da un lato abbiano la Volkswagen, che in passato era stato indicato come un possibile acquirente degli asset europei della Gm, alle prese con l’ammissione di colpa nello scandalo emissioni truccate e le pesanti multe miliardarie in arrivo. Dall’altro c’è la Fiat, che potrebbe correre lo stesso rischio in relazione alle indagini avviate dalle autorità americane. 
La Gm, peraltro, sembra quasi essersi tolta un peso vendendo per 2.2 miliardi di euro Opel e Vauxhall: le due compagnie non hanno certo prodotto risultati entusiasmanti negli ultimi anni, e allo stesso tempo si trascinavano un peso pensionistico gigantesco di diversi miliardi di dollari. Gm, dal canto suo, pur di liberarsi del fardello europeo, ha deciso di farsi carico di una parte dei costi di trasferimento previdenziale, quantificabile in una cifra superiore ai due miliardi di euro. Si arriverebbe quindi a una sorta di affare a “guadagno zero” per la Gm. 
Ma c’è un altro aspetto da prendere in considerazione. Con la Brexit la Peugeot è andata ad acquistare un bene che rischia di andare a sbattere alle possibili barriere doganali inesistenti fino a questo momento, se la trattativa per mantenere un accordo di libero scambio tra Londra e l’Europa dovesse naufragare. Insomma, la partita è ancora apertissima.
 

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Il presepe, una tradizione di quasi otto secoli
di corriere canadese il November 30, 2017
TORONTO - Possiamo ormai dire che il Natale è alle porte. Lo evidenziano le vetrine dei negozi, le musiche alla radio, le pubblicità sui mezzi di comunicazione. 
Le case cominciano a rivestirsi di luci e colori e in quelle dove vivono le famiglie cattoliche, si fa spazio ad una tradizione che si ripete, anno dopo anno, accompagnando la vita di generazioni, quella del presepe.
In realtà, il Natale è la festa in cui ricordiamo la natività, la nascita di Gesù, anche se tanto altro ha preso così prepotentemente il sopravvento che quasi quasi non ce ne rendiamo più conto. 
Il presepe serve proprio a riportarci all’essenza di questa festività perchè è la riproduzione, arricchita dalla fantasia e dai costumi locali, di ciò che dev'essere avvenuto duemila anni fa in terra di Palestina. 
Era questa l’idea di San Francesco d’Assisi, che nell’ormai lontano 1223 ebbe l’idea di celebrare il Natale in un modo nuovo, rappresentando la nascita del Bambino.
Il frate era stato pochi anni prima in quelle terre dove si collocava la nascita e la vita del Figlio di Dio, portando con sè tanti ricordi, compreso quello forse più emozionante per lui, la visita alla grotta dove probabilmente Maria aveva dato alla luce il Divino Bambino.
Scelse Greccio, perchè un giovane gli offrì di usare dei terreni dove sorgevano delle grotte naturali, come quelle che aveva visitato Francesco nei pressi di Betlemme. 

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