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Auguri donne, audaci e temerarie nella storia

Auguri donne, audaci e temerarie nella storia

TORONTO – É un caso che oggi, giovedì, giorno dedicato a questa rubrica  sia anche l’8 marzo, giornata internazionale della donna. Senza scadere nella banalità, senza andare a caccia di “captatio benevolentiae”, come trascurare questa circostanza ovvia?
L’idea di dedicare un giorno alla donna ha quasi 110 anni, 109 per l’esattezza, all’inizio in febbraio, per iniziativa del Partito socialista americano e raccolta l’anno seguente, nel 1910 a  Copenaghen durante la conferenza internazionale delle donne socialiste. Fino al 1921 i singoli paesi che appoggiarono questo progetto, scelsero delle date diverse a loro convenienti. 
Poi, durante la conferenza delle donne comuniste a Mosca fu definito l’8 marzo come giorno internazionale, in ricordo della manifestazione delle donne contro lo zarismo, svoltasi l’8 marzo 1917 a San Pietroburgo.
Il riferimento ad un brutto incidente sul lavoro, avvenuto negli Stati Uniti, in una fabbrica di camicie, dove – a causa di un incendio – morirono parecchie donne è errato, pare infatti avvenne il 25 marzo del 1911.
Però è bene ricordare che si fa comunque memoria di quel tragico evento dover perlopiù morirono giovani immigrati di origine italiana ed ebraica.
Prima degli inizi del ventesimo secolo, quindi, un giorno particolare dedicato alla donna non c’era, ma ella ha sempre evidenziato comunque la sua importanza nella storia e nella società.
Già nell’Antica Roma, anche se era sotto la patria potestà del padre, del tutore o del marito, secondo la tradizione, aveva ad ogni modo, la parità morale, sociale e giuridica (non politica) con l’uomo. Le donne che avevano compiuto la maggior età potevano amministrare i propri beni, assumere obblighi e possedere patrimoni. Durante l’epoca di Augusto, la figlia dell’oratore Ortensio, che si chiamava Ortensia come lui, esercitava la professione di avvocato. 
Nel 195 a.C. si formarono perfino le prime associazioni di donne che cominciarono a manifestare in piazza. Una figura embrionale di "femministe", che si batteva per l’abrogazione della Lex Oppia, che secondo la quale era vietato alle donne di indossare gioielli, vestirsi con colori sgargianti e girare in carrozza. Le proteste ottennero il loro scopo e Catone il Censore ebbe a dire in una sua riflessione: «Quando le donne arrivano a essere uguali a noi, ci sono già superiori». Già in quei tempi si prevedeva l’audacia del cosidetto – paradossalmente "sesso debole".
Aldilà delle ideologie politiche che hanno dato vita ad un giorno nel corso dell’anno da dedicare esclusivamente alla donna, mi piacerebbe ricordare alcune di esse – perchè nella storia ce ne sono tante, che al pari dell’uomo hanno vissuto esperienze esemplari – che sono state le prime in imprese nuove e uniche per il loro tempo. 
Come per esempio Marie Curie, la prima donna Premio Nobel, prima nel 1903 per la Fisica e poi nel 1911 per la Chimica, una donna che con i suoi studi sulla radioattività e la scoperta del radio e del pollnio, ha dato un contributo validissimo alla scienza.
La prima donna laureata al mondo è stata invece un’italiana, Elena Lucrezia Cornaro Piscopio, vissuta nella seconda metà del Seicento nella Repubblica di Venezia. Si concentrò sugli studi di teologia, filosofia, greco, latino, ebraico e spagnolo e si laureò in filosofia nel 1678.
Italiana anche la prima donna pilota di Formula 1. Si tratta di Maria Teresa De Filippis, contessa napoletana nata nel 1926 che a trentadue anni affrontò il Gran Premio a bordo di una Maserati,
La prima programmatrice al mondo è stata invece un’inglese, Ada Lovelace, brillante matematica che nel 1843 ideò quello che può essere considerato il primo software.
É una russa la prima donna nello spazio, Valentina Tereshkova, che il 16 giugno 1963 ebbe il coraggio di effettuare ben 49 giri intorno al globo terrestre ed è rimasta l’unica, finora. ad aver viaggiato nello Spazio in solitaria. 
L’alpinista giapponese Junko Tabei, è stata invece la prima donna a raggiungere la cima dell’Everest, a capo di una spedizione di quindici donne.
E non soddisfatta di questo primato, nel 1992 è stata la prima donna a completare la scalata delle Seven Summit, le sette cime più alte del mondo.
Ce ne sarebbero tante altre, ma concludiamo con un altro vanto italiano, Fabiola Giannotti, prima donna in assoluto a guidare dal 2016, il CERN, il più importante laboratiorio di fisica al mondo, dopo essere stata a capo di uno degli esperimenti che portò alla scoperta del Bosone di Higgs,
Per curiosità: la scelta della mimosa, come simbolo di questa giornata, risale al 1946. 
Le organizzatrici delle celebrazioni cercavano in fiore di stagione che non fosse troppo costoso e scelsero la mimosa che da allora viene regalata in modo particolare, l’otto marzo, per l’occasione.
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