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Russia-Italia: dalle auto al cinema, solida la collaborazione nel dopoguerra

Russia-Italia: dalle auto al cinema, solida la collaborazione nel dopoguerra

Russia-Italia: dalle auto al cinema, solida la collaborazione nel dopoguerra

TORONTO – Da questo luglio l’Italia è uno dei sette paesi membri dell’Unione Europea a favore della sospensione delle sanzioni alla Russia.
Il 6 giugno scorso, Giuseppe Conte – Presidente del Consiglio italiano – ha sollecitato un revisione delle sistema risarcitorio con gli altri leaders dell’EU, evidenziando il danno che le sanzioni in corso apportano all’economia italiana.
Nel 2017, le esportazioni dell’Italia in Russia hanno totalizzato un profitto di 8.99 miliardi di dollari americani, con il 31% derivato da macchinari, reattori nucleari e bruciatori; allo stesso tempo le esportazioni dalla Russia si sono concentrate in carburanti minerali, olii e prodotti per la distillazione (57%)
Nell’autunno 2017, la Independent Petroleum Company della Russia, ha firmato un accordo con Intesa Sanpaolo, uno dei gruppi bancari più grandi in Italia per capitalizzazione di mercato.
Intesa rivedrà la proposta russa e esplorerà le opportunità per aumentare di 5.8 miliardi di dollari americani il nuovo progetto di perforazioni dell’Indipendent Petroleum Company.
Intesa, la compagnia multinazionale di idrocarburi ENI e la società Saipem, operante nella prestazione di servizi nel settore petrolifero e dei gasdotti, sono state molto attive in Russia, negli anni passati, attraverso la conclusione di accordi e pacchetti finanziari.
L’Italia è uno dei mercati chiavi della Russia per il Gruppo Gazprom, con 23.8 miliardi di metri cubici di gas distribuito all’Italia nel 2017.
Il 4 aprile 2018 Gazprom e l’italiana Snam hanno ingaggiato delle trattative per potenziali nuove strade di scambio e affari che potrebbero far riemergere l’Italia come centro europeo del gas.
L’Italia è il secondo partner europeo negli scambi con la Russia, dopo la Germania, condividendo con il paese sovietico una fruttuosa storia di collaborazioni. Le relazioni diplomatiche ufficiali tra le due nazioni furono stabilite l’11 febbraio 1924, si interruppero per la II Guerra Mondiale e furono completamente riprese nell’ottobre 1944.
Quattro anni dopo fu firmato un trattato per lo scambio e la navigazione.
In quel tempo l’Italia aveva il Partito Comunista più grande del mondo occidentale, che nel 1960 contava 2 milioni di tesserati. Il partenariato tra l’Italia e l’Unione Sovietica proggrediva rapidamente.
Palmiro Togliatti (1893-1964) il capo più longevo del Partito Comunista Italiano (in carica dal 1927 al 1964), ottenne la cittadinanza sovietica nel 1930 e nel 1964 – anno della sua morte – in suo onore, gli fu intitolata una città, Tolyatti (Samara Oblast).
Il 1mo luglio del 1965, fu firmato un accordo preliminare tra Gianni Agnelli (1921 – 2003), proprietario della Fiat, Vittorio Valletta (1883-1967) presidente della casa automobilistica e il Vnesthorg, il dipartimento sovietico per lo scambio estero, per la realizzazione di un nuovo veicolo nella città di Tolyatti.
Alexander Rafasof, il ministro per le industrie automobilistice dell’URSS e Vittorio Valletta firmarono nel 1966 un protocollo che confermava la collaborazione scentifica e tecnica.
Nel 1970 fu prodotto il primo modello della VAZ-2101, che si basava sulla Fiat 124, con pannelli della carrozzeria rinforzati in acciaio, per affrontare i rigidi inverni russi e le cattive condizioni del manto stradale.
Un gruppo di ingegneri specializzati e disegnatori lavorarono insieme tra Tolyatti e Torino. La VAZ-2101 portava il nome del marchio “Zhiguli” in URSS e quello di “Lada” per l’esportazione.Il suo successo raggiunse persino la Nuova Zelanda.
La popolarità della Lada subì un declino nel corso degli anni, ma recentemente ha riconquistato la sua reputazione grazie all’affidabilità e ai prezzi vantaggiosi delle auto.
Dal 1970 più di 29 milioni di autovetture Lada e Zhiguli sono state vendute in tutto il mondo. La “Lada Building”, sita al 2727 di Steeles Avenue West, in North York (zona della più grande comunità russa di Toronto) ora funziona come Canadian Technology College.
Si erge come testimonianza dell’impatto globale che la partnership tra Italia e Russia ha raggiunto nella città di Tolyatti.
Uno dei primi film sovietici che utilizzavano la Lada fu realizzato anche in collaborazione con l’Italia.
Dopo l’enorme successo di Federico Fellini, Luchino Visconti e Michelangelo Antonioni negli URSS, la Mosfilm – uno dei più antichi e grandi studi cinematografici d’Europa, fondato nel 1920 – progettò un lavoro di Eldar Ryazanov, (soprannominato “il maestro della commedia sovietica”) con il regista Franco Prosperi.
Il risultato fu il film “Una matta, matta corsa in Russia” (traduzione del titolo “Unbilievable Adventures of Italians in Russia”).
Con la prima nel 1974, la commedia fu seguita in Russia da oltre 50 milioni di spettatori, nel primo anno di proiezione.
La trama del film narra di un gruppo di italiani sulle tracce di un tesoro nascosto a Leningrado (l’attuale San Pietroburgo), dopo che una nobildonna russa aveva confessato sul letto di morte di aver lasciato una fortuna in un luogo segreto, prima di scappare in Italia a causa delle rivoluzione.
Dopo una serie di disavventure gli italiani trovano più di un tesoro: indimenticabili impressioni di una terra improvvisamente cara, seppure distante.
Forse sarà successo ugualmente a migliaia di italiani che hanno partecipato come spettatori ai mondiali della FIFA, con la scoperta di nuove amicizie e magari anche di affari.