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Quasi un secolo di vita a Mississauga, Linda Noro racconta

Quasi un secolo di vita a Mississauga, Linda Noro racconta

Quasi un secolo di vita a Mississauga, Linda Noro racconta

TORONTO È una meta ambita, che tutti vorremmo raggiungere, soprattutto con lo stesso spirito, la stessa energia, lo stesso acume con i quali presto la signora Linda Noro Wigley festeggerà i suoi novantacinque anni.
L’abbiamo incontrata brevemente nella nostra redazione e ci siamo fatti raccontare un po’ di lei. Una vita fatta di esperienze anche soerte, i suoi anni giovanili sono stati quelli che hanno visto la Seconda Guerra Mondiale, con le sue ripercussioni negative in tutto il mondo.
Linda è nata nelle provincia di Udine, il 26 ottobre 1923, lo stesso giorno che suo padre Umberto arrivò a Ellis Island, New York. Poco dopo anche lei, con la madre Maria e la sorella Addina lo raggiunsero in Canada, percorrendo le stesse tappe, prima oceaniche e poi statunitensi.

Il papà di Linda lavorava nella zona di Mississauga, dove c’era la “Cooksville Brickyard” una compagnia che produceva mattoni e che agli inizi del ventesimo secolo diede il suo contributo al boom economico della zona.
Nel 1913 riusciva a creare 300mila mattoni ogni dieci ore e impiegava 130 operai che nel 1930 diventarono 400. La ditta si sviluppò così notevolmente che negli anni ’50 sponsorizzava una squadra di football, una di calcio e di softball e finanche un’orchestra.

Lucida e ancora piena di vigore, ci racconta che durante gli anni delle ostilità, alcuni prigionieri di guerra furono ospitati nella fabbrica dei mattoni e ne diventarono anche operai. Furono loro a dare il via a partite di calcio, le prime viste in Canada, che diventarono il divertimento principale e le occasioni di incontro domenicali della gioventù di allora.
La famiglia Noro si trasferì a Georgetown, ma vi rimase solo per quattro anni. L’attività agricola che intendeva intraprendere non ebbe successo.

Umberto Noro provò a tornare al suo primo impiego presso la fabbrica di mattoni, ma fu licenziato poco dopo per via di un periodo di crisi che colpì il paese.

Ha sempre vissuto nella municipalità di Mississauga, dove nel 1930 ricevette anche la visita di un personaggio illustre, Primo Carnera, anch’egli friulano, pugile di fama mondiale, che partecipò come ospite d’onore al Battesimo di Ninfa, sorella minore di Linda.

La protagonista della nostra storia, crescendo svolse prima lavori come domestica e poi, con lo scoppio della guerra si ritrovò operaia presso la “Small Arms War Plant” di Long Branch, nella zona sudest di Mississauga, una delle fabbriche che producevano armi con l’autorizzazione del Dipartimento Canadese per la Difesa Nazionale.
L’avvento di un altro conflitto mondiale, dopo la Grande Guerra del ’15-’18 fece salire la richiesta di armi e proiettili e quindi di lavoro per le industrie belliche.

Gli uomini erano reclutati per i campi di battaglia, e quelle fabbriche assunsero persone disposte a viaggiare per tutto il Canada, per presentare opportunità di lavoro a donne nubili o sposate, ma senza figli.
A chi accettava l’impiego, veniva oerto anche il trasporto gratis per Toronto.

Nel 1943 erano circa 5.500 gli operai che lavoravano nella fabbrica alla periferia ovest della metropoli, in tre turni di otto ore ciascuno, con una produzione di 30mila unità al mese. Il 62% della forza lavoro erano donne e si occupava delle munizioni, guadagnando approssimativamente 50 centesimi l’ora.

Linda narra queste esperienze quasi come rivivesse un film, ma in realtà quegli anni lei li ha impressi nella mente uno per uno, perché tra quelle giovani donne c’era anche lei.
Oggi si gode la sua meritata pensione, partecipando ad attività sociali e ricreative, con una vitalità invidiabile, che non lascia aatto trasparire la sua età.

Le soddisfazioni raccolte sono state tante, ma c’è ancora posto per qualcosa di nuovo, mentre a piccoli passi Linda si prepara al grande traguardo imminente dei cento anni.