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musica: Sì, viaggiare…: il concerto “Italian Adventure” alla Tafelmusik

musica: Sì, viaggiare…: il concerto “Italian Adventure” alla Tafelmusik

TORONTO – Da Dante a Goethe alle più recenti note pop di Lucio Battisti sulle parole di Mogol, il viaggio è sempre stato uno dei grandi temi della letteratura dell’umanità.

Ma rendere il viaggio un’esplorazione di suoni, note, colori e stili non è cimento facile. Un esercizio che è risultato invece riuscitissimo a Elisa Citterio, nuovo direttore musicale di Tafelmusik, che la scorsa settimana ha saputo incantare il pubblico con la sua “Italian Adventure”. La serie di concerti che ha avuto luogo dall’11 al 15 ottobre scorsi ha saputo conquistare l’immaginario di chi ascoltava i brani in programma.
Il viaggio italiano di Elisa, grazie a un programma ricco dalla fine del Cinquecento al Settecento, ha spaziato dalle lande bresciane ai dorati saloni dei palazzi della Serenissima Repubblica.
Le prime sonate e sinfonia di Fontana, Marini e Castello hanno segnato il fischio d’inizio di un percorso all’insegna del nuovo, degli autori minori e poco conosciuti che hanno caratterizzato il passaggio di un’epoca, dal tardo Rinascimento alle sonorità seicentesche. Splendidamente eseguita è stata la suite dalla “Niobe” di Agostino Steffani. Dopo l’intervallo e la suite per orchestra di Giuseppe Antonio Brescianello, si è passati alle melodie lagunari del prete rosso, alias Antonio Vivaldi. Brillante e sontuosa l’interpretazione del famoso Autunno dalle “Quattro stagioni”, eseguito dalla Citterio come violino solista con un brio raro, un’ironia descrittiva nel timbro davvero unica, lontana dalle trite e banali interpretazioni a cui siamo abituati.
Ha concluso la serata un maestoso Concerto per due oboi in do maggiore che ha visto protagonisti John Abberger e Marco Cera, che vanta a sua volta origini italiane.
Grazie a questo nuovo approccio all’album musicale creato pensando ad un variopinto planisfero, il viaggio in Italia di Elisa ha permesso di scoprire e riscoprire, rinnovando la forma del concerto classico in un caleidoscopio di autori e stili musicali. Per tutti gli amanti di musica barocca e classica in generale non resta che attendere la prossima occasione concertistica, che sarà – senza dubbio – un altro successo.

Sebastiano Bazzichetto
 
TORONTO – Da Dante a Goethe alle più recenti note pop di Lucio Battisti sulle parole di Mogol, il viaggio è sempre stato uno dei grandi temi della letteratura dell’umanità.
Ma rendere il viaggio un’esplorazione di suoni, note, colori e stili non è cimento facile. Un esercizio che è risultato invece riuscitissimo a Elisa Citterio, nuovo direttore musicale di Tafelmusik, che la scorsa settimana ha saputo incantare il pubblico con la sua “Italian Adventure”. La serie di concerti che ha avuto luogo dall’11 al 15 ottobre scorsi ha saputo conquistare l’immaginario di chi ascoltava i brani in programma.
Il viaggio italiano di Elisa, grazie a un programma ricco dalla fine del Cinquecento al Settecento, ha spaziato dalle lande bresciane ai dorati saloni dei palazzi della Serenissima Repubblica.
Le prime sonate e sinfonia di Fontana, Marini e Castello hanno segnato il fischio d’inizio di un percorso all’insegna del nuovo, degli autori minori e poco conosciuti che hanno caratterizzato il passaggio di un’epoca, dal tardo Rinascimento alle sonorità seicentesche. Splendidamente eseguita è stata la suite dalla “Niobe” di Agostino Steffani. Dopo l’intervallo e la suite per orchestra di Giuseppe Antonio Brescianello, si è passati alle melodie lagunari del prete rosso, alias Antonio Vivaldi. Brillante e sontuosa l’interpretazione del famoso Autunno dalle “Quattro stagioni”, eseguito dalla Citterio come violino solista con un brio raro, un’ironia descrittiva nel timbro davvero unica, lontana dalle trite e banali interpretazioni a cui siamo abituati.
Ha concluso la serata un maestoso Concerto per due oboi in do maggiore che ha visto protagonisti John Abberger e Marco Cera, che vanta a sua volta origini italiane.
Grazie a questo nuovo approccio all’album musicale creato pensando ad un variopinto planisfero, il viaggio in Italia di Elisa ha permesso di scoprire e riscoprire, rinnovando la forma del concerto classico in un caleidoscopio di autori e stili musicali. Per tutti gli amanti di musica barocca e classica in generale non resta che attendere la prossima occasione concertistica, che sarà – senza dubbio – un altro successo.
 

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