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LA RIFLESSIONE: Il traffico impossibile di Toronto e dintorni

LA RIFLESSIONE: Il traffico impossibile di Toronto e dintorni

TORONTO – Non avevo mai visto prima tante corsie in un’autostrada. Era il giugno 1968 ed ero appena arrivato da una piccola città della Calabria dove, alla fine degli anni sessanta, viaggiare da una città all’altra era ancora un enorme sforzo.
Pochi giorni dopo essere arrivato in Canada, ho fatto il mio primo viaggio in metropolitana, sulla linea Bloor-Danforth. Stupefacente! Pensavo di aver conosciuto il futuro. Ebbene, avevo visto il futuro, e 49 anni dopo, posso dire non c’è stato altro! In realtà questo è tutto!
Le infrastrutture essenziali in questa città, negli ultimi cinquant’anni, sono rimaste pressappoco le stesse. Lente, vecchie, superate e, agli occhi del mondo industrializzato, completamente inutili. Viviamo in una confusione enorme e disordinata. Ogni giorno percorriamo faticosamente la strada per andare a lavoro e per tornare a casa, nel traffico pesante. Ci lamentiamo e alla fine della giornata, stanchi e frustrati, calcoliamo di aver passato una media di 65 minuti nel traffico insostenibile, ogni giorno.
E cosa hanno fatto negli ultimi cinquant’anni i nostri politici insieme ai guru del potere decisionale riguardo ai problemi del traffico?
Certamente avranno discusso, hanno stanziato e ristanziato denaro, hanno rassicurato gli elettori con promesse di ogni sorta, hanno creato comitati e sotto comitati, e mentre le spese per costruire nuove autostrade e metropolitane arrivano alle stelle, loro continuano a discutere.
Anche nelle nuove zone, parlo di Vaughan in particolare, dove hanno avuto un’opportunità singolare per realizzare un sistema di trasporti e urbanizzazione moderno, efficiente, a portata d’uomo, esemplare, abbiamo invece un gran disordine.
In un giorno normale, per esempio, occorrono almeno 25 minuti di guida per percorrere appena 8 chilometri, sulla Rutherford, da Dufferin Sreet all’autostrada 400.
Sarebbe stato fantastico avere una linea di metropolitana da Est a Ovest su Rutherford, o una galleria per l’accesso diretto all’autostrada. Quanto sarebbe stato facile, trent’anni fa, quando c’era solo terreno da scavare?
Se pensate che il traffico sia pesante ora, aspettate quando la città sarà completamente edificata. Le infrastrutture per il traffico e i servizi urbani dovrebbero essere stati già realizzati.
Atre soluzioni creative ed efficienti, che il resto del mondo ha adottato, come rotonde, gallerie, cavalcavia, sono quasi inesistenti in questa città. Cosa abbiamo invece? Dossi rallentatori di velocità, signori e signore.
Il disastro è stato creato da costruttori e amministratori municipali senza scrupoli e senza esperienza che si sono preoccupati, in ultima linea, di massimizzare i profitti e utilizzare la terra per la costruzione di case e palazzi a più non posso, invece che interessarsi dell’impatto umano, sociale e sanitario che avrebbero avuto le loro decisioni sull’urbanizzazione.
Nel frattempo, il resto del mondo, anche alcuni di quei Paesi che non fanno parte né del G8, né del G20, hanno fatto un grandioso progresso nella costruzione di infrastrutture per il trasporto super moderne ed efficienti.
Sono appena tornato da Taiwan dove ho trascorso più di tre settimane viaggiando con i servizi pubblici verso tutti i quattro punti cardinali. Taiwan, ufficialmente, non è neanche considerata una nazione dal resto del mondo. È una piccola isola, appena riemergente da una tremenda povertà e da malattie come la malaria, ed è stata a lungo fortemente sottosviluppata. Taipei, la sua capitale, somiglia molto a Toronto e alla GTA per quanto riguarda la popolazione, il prodotto interno lordo, la grandezza e altro. Ha i suoi problemi e non è assolutamente il Paradiso. 
Ma quando si tratta di trasporti, vanta ben 7 linee di metropolitana che si incrociano sulla città e altre linee ferroviarie che collegano i servizi principali, le stazioni tranviarie e gli aeroporti.
La mia ultima gita è stata con un magnifico treno ad alta velocità che viaggiava a 300 chilometri orari. Da Taipei, a nord, ci sono voluti un’ora e venticinque minuti per raggiungere Zuoying più a sud di circa 345 chilomentri. Mi viene in mente che in alcuni giorni impiego lo stesso tempo per arrivare al mio posto di lavoro su Keele e Rutherford in Maple, da Yonge e Sheppard.
L’eccellente progetto è stato portato a termine da Taiwan in 7 anni e anche se ci sono state controversie e rallentamenti, è stato realizzato nello stesso tempo che i nostri politici impiegano a decidere se costruire una sola fermata, pochi chilometri distante da Rutherford Road a Kirby Road, in Maple.
Sarebbe ingiusto confrontare Toronto a Parigi o New York, dove si può sfuggire anche al peggior caotico scenario, saltando su una delle tante metropolitane a una determinata fermata.
In una mia recente visita a Roma, viaggiavo su una delle ultime estensioni della metropolitana Laurentina-Rebibbia. Circa 24 chilometri. La maggior parte dei tunnel scavati in enormi difficoltà per la presenza dei molteplici livelli di resti architettonici dell’antica città e di quelle che hanno preceduto Roma stessa. I lavori sono durati meno di vent’anni. E Dio solo conosce la burocrazia imperante e l’inefficienza del governo italiano.
Quanto tempo occorrerà ai nostri politici solo per decidere di procedere con un progetto simile?

ENGLISH VERSION
 
Toronto – GTA traffic worse even than Taiwan’s
Luciano Lista
 
 
TORONTO – Non avevo mai visto prima tante corsie in un’autostrada. Era il giugno 1968 ed ero appena arrivato da una piccola città della Calabria dove, alla fine degli anni sessanta, viaggiare da una città all’altra era ancora un enorme sforzo.
Pochi giorni dopo essere arrivato in Canada, ho fatto il mio primo viaggio in metropolitana, sulla linea Bloor-Danforth. Stupefacente! Pensavo di aver conosciuto il futuro. Ebbene, avevo visto il futuro, e 49 anni dopo, posso dire non c’è stato altro! In realtà questo è tutto!
Le infrastrutture essenziali in questa città, negli ultimi cinquant’anni, sono rimaste pressappoco le stesse. Lente, vecchie, superate e, agli occhi del mondo industrializzato, completamente inutili. Viviamo in una confusione enorme e disordinata. Ogni giorno percorriamo faticosamente la strada per andare a lavoro e per tornare a casa, nel traffico pesante. Ci lamentiamo e alla fine della giornata, stanchi e frustrati, calcoliamo di aver passato una media di 65 minuti nel traffico insostenibile, ogni giorno.
E cosa hanno fatto negli ultimi cinquant’anni i nostri politici insieme ai guru del potere decisionale riguardo ai problemi del traffico?
Certamente avranno discusso, hanno stanziato e ristanziato denaro, hanno rassicurato gli elettori con promesse di ogni sorta, hanno creato comitati e sotto comitati, e mentre le spese per costruire nuove autostrade e metropolitane arrivano alle stelle, loro continuano a discutere.
Anche nelle nuove zone, parlo di Vaughan in particolare, dove hanno avuto un’opportunità singolare per realizzare un sistema di trasporti e urbanizzazione moderno, efficiente, a portata d’uomo, esemplare, abbiamo invece un gran disordine.
In un giorno normale, per esempio, occorrono almeno 25 minuti di guida per percorrere appena 8 chilometri, sulla Rutherford, da Dufferin Sreet all’autostrada 400.
Sarebbe stato fantastico avere una linea di metropolitana da Est a Ovest su Rutherford, o una galleria per l’accesso diretto all’autostrada. Quanto sarebbe stato facile, trent’anni fa, quando c’era solo terreno da scavare?
Se pensate che il traffico sia pesante ora, aspettate quando la città sarà completamente edificata. Le infrastrutture per il traffico e i servizi urbani dovrebbero essere stati già realizzati.
Atre soluzioni creative ed efficienti, che il resto del mondo ha adottato, come rotonde, gallerie, cavalcavia, sono quasi inesistenti in questa città. Cosa abbiamo invece? Dossi rallentatori di velocità, signori e signore.
Il disastro è stato creato da costruttori e amministratori municipali senza scrupoli e senza esperienza che si sono preoccupati, in ultima linea, di massimizzare i profitti e utilizzare la terra per la costruzione di case e palazzi a più non posso, invece che interessarsi dell’impatto umano, sociale e sanitario che avrebbero avuto le loro decisioni sull’urbanizzazione.
Nel frattempo, il resto del mondo, anche alcuni di quei Paesi che non fanno parte né del G8, né del G20, hanno fatto un grandioso progresso nella costruzione di infrastrutture per il trasporto super moderne ed efficienti.
Sono appena tornato da Taiwan dove ho trascorso più di tre settimane viaggiando con i servizi pubblici verso tutti i quattro punti cardinali. Taiwan, ufficialmente, non è neanche considerata una nazione dal resto del mondo. È una piccola isola, appena riemergente da una tremenda povertà e da malattie come la malaria, ed è stata a lungo fortemente sottosviluppata. Taipei, la sua capitale, somiglia molto a Toronto e alla GTA per quanto riguarda la popolazione, il prodotto interno lordo, la grandezza e altro. Ha i suoi problemi e non è assolutamente il Paradiso. 
Ma quando si tratta di trasporti, vanta ben 7 linee di metropolitana che si incrociano sulla città e altre linee ferroviarie che collegano i servizi principali, le stazioni tranviarie e gli aeroporti.
La mia ultima gita è stata con un magnifico treno ad alta velocità che viaggiava a 300 chilometri orari. Da Taipei, a nord, ci sono voluti un’ora e venticinque minuti per raggiungere Zuoying più a sud di circa 345 chilomentri. Mi viene in mente che in alcuni giorni impiego lo stesso tempo per arrivare al mio posto di lavoro su Keele e Rutherford in Maple, da Yonge e Sheppard.
L’eccellente progetto è stato portato a termine da Taiwan in 7 anni e anche se ci sono state controversie e rallentamenti, è stato realizzato nello stesso tempo che i nostri politici impiegano a decidere se costruire una sola fermata, pochi chilometri distante da Rutherford Road a Kirby Road, in Maple.
Sarebbe ingiusto confrontare Toronto a Parigi o New York, dove si può sfuggire anche al peggior caotico scenario, saltando su una delle tante metropolitane a una determinata fermata.
In una mia recente visita a Roma, viaggiavo su una delle ultime estensioni della metropolitana Laurentina-Rebibbia. Circa 24 chilometri. La maggior parte dei tunnel scavati in enormi difficoltà per la presenza dei molteplici livelli di resti architettonici dell’antica città e di quelle che hanno preceduto Roma stessa. I lavori sono durati meno di vent’anni. E Dio solo conosce la burocrazia imperante e l’inefficienza del governo italiano.
Quanto tempo occorrerà ai nostri politici solo per decidere di procedere con un progetto simile?
 

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