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Franca Valeri, 98 anni e sempre verso il nuovo

Franca Valeri, 98 anni e sempre verso il nuovo

TORONTO – Li ricordo bene quei varietà che la televisione nazionale proponeva il sabato sera.
Erano appuntamenti fissi per tutta la famiglia, che dopo cena si riuniva davanti allo schermo – ancora in bianco e nero – per seguire personaggi scanzonati che riproponevano la realtà con iperboliche scenette comiche.
Tra questi personaggi c’era una signora, distinta, che al telefono, rigorosamente ancora con il filo e il disco combinatore, imbandiva lunghe conversazioni con la mamma, alla quale raccontava le sue impressioni, saltando dalla politica alla cronaca nera.
Era la “sora” Cecioni, interpretata da Franca Valeri, che si sforzava a darle un accento prettamente romano, cercando di mascherare le sue reali origini milanesi.
«La signora Cecioni è nata da tante piccole signore che forse oggi non ci sono più o sono molto cambiate. A me è sempre piaciuto osservare nei luoghi pubblici, ascoltare i discorsi, rubare le frasi e prendere nota. L’ho fatto per anni, un lavoro divertente grazie al quale sono nati tanti personaggi. Ora è un po’ più difficile. La gente non discute più, urla. Sono diventati tutti più fanatici, incattiviti, e soli», ha dichiarato la grande signora del teatro, del cinema e della televisione.
Impossibile non omaggiare un’icona di tante generazioni che proprio in questi giorni ha festeggiato i suoi straordinari 98 anni.
Franca Valeri, all’anagrafe Franca Maria Norsa è nata il 31 luglio 1920, secondogenita di una famiglia borghese di Milano.
Il papà era di religione ebraica, la mamma cattolica. Le origini paterne porteranno Franca a subire le leggi razziali che entrarono in vigore nel 1938, anche la sua famiglia fu privata di tanti diritti fondamentali, a causa del provvedimento scellerato della storia di quel tempo.
In seguito la sua famiglia attraversò anche un momento più terribile, quando il padre e il fratello furono costretti a trovare rifugio in Svizzera, mentre lei e la mamma riescono a sfuggire alla deportazione, pur restando a Milano.
Attraverso i suoi contatti e le sue amicizie importanti, Franca inizia a lavorare negli spettacoli e negli sceneggiati della RAI.
La sua carriera lunghissima, quasi ottant’anni davanti a macchine da presa e sotto i riflettori, è ricca di partecipazioni teatrali, televisive, cinematografiche e radiofoniche fino a toccare anche il mondo della lirica come regista di allestimenti operistici e i libri, come autrice di 14 volumi, editi dalle più famose case come Mondadori, Longanesi e Einaudi.
Una vita sicuramente intensa che merita ogni riconoscimento, a proposito del quale va ricordato che Franca Valeri è stata già insignita con la Medaglia d’Oro ai benemeriti della cultura e dell’arte, nel 2001, dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ed è anche Dama di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana (2011) per iniziativa personale del presidente Sergio Mattarella.
Instancabile, sta infatti lavorando ad un nuovo testo intitolato “Il secolo della noia”, dice che si è diventati tutti più noiosi e allora lei cerca di esorcizzare, «Sin da giovanissima sono sempre andata controcorrente, mi sono sempre impegnata ad inventare qualcosa di diverso, di strano, inusuale, insomma qualcosa che non fosse già visto e noioso».
Il suo idolo: Vittorio De Sica, che la sostenne molto quando recitarono insieme nel film “Il segno di Venere”.
Un suo grande amico: Alberto Sordi, del quale smentisce la diceria che fosse tirchio, perchè spesso la invitava a cena e pagava sempre lui.
«Mi rifiuto di essere una vecchia priva di interessi» ha dichiarato con i piedi ormai sulla soglia del secolo intero, le auguriamo di vero cuore di esserci, lucida e brillante come la conosciamo.