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Wilson-Raybould deporrà? Lametti non risponde

Wilson-Raybould deporrà? Lametti non risponde

TORONTO – Il Ministro della Giustizia e Procuratore Generale David Lametti ha testimoniato ieri davanti alla Commissione di Giustizia della House of Commons in relazione alla vicenda della SNC-Lavalin e alle alle presunte interferenze politiche dell’ufficio del primo ministro.

Le sue parole non hanno però fatto chiarezza circa una eventuale decisione di far deporre liberamente davanti alla Commissione di Giustizia l’ex procuratore generale Jody Wilson-Raybould della vicenda SNC Lavalin.

Al procuratore generale David Lametti è stato ripetutamente chiesto dai membri dell’opposizione nella commissione se fornirà delle raccomandazioni entro martedì – come richiesto dal primo ministro Trudeau – sull’opportunità di rinunciare al privilegio di ministro della giustizia-cliente: molti membri della Commissione hanno suggerito di ascoltare, sempre martedì, quel che ha da dire la Wilson-Raybould.

Nessuna data formale per una comparizione della Wilson-Raybould è stata fissata dalla Justice Committee.

«Molti studiosi vedono il privilegio di ministro della Giustizia-cliente come un continuum… Non posso rispondere a questa domanda, è parte del dovere alla riservatezza – ha detto Lametti – il privilegio di solicitor-client è un processo estremamente complesso e non posso dire altro».

Davanti alla Commissione è comparso anche il più alto funzionario del Canada, Michael Wernick, che è il Clerk of the Privy Council O«ce.

Non ha perso tempo ad attaccare il Globe and Mail Wernick che ha condannato con decisione l’articolo pubblicato dal quotidiano in seguito al quale è scoppiato lo scandalo.

«Sono qui per dirvi che l’articolo del Globe and Mail contiene errori, speculazioni infondate e in alcuni punti, è semplicemente diffamatorio», ha detto Wernick.

Wernick ha anche ribadito una serie di punti fatti presenti da Trudeau nelle ultime settimane, in particolare che Wilson-Raybould ha avuto l’opportunità di sollevare qualsiasi eventuale preoccupazione su indebite pressioni con il primo ministro, ma non lo ha fatto.

«Avrebbe potuto rivolgersi al commissario per l’etica in qualsiasi momento, ogni giorno – ha detto Wernick – ci sono state molteplici, molteplici, molteplici occasioni in cui il ministro avrebbe potuto esprimere le sue preoccupazioni al primo ministro». Oltre a Lametti e Wernick a comparire davanti alla Justice Committee è stata chiamata il vice-procuratore generale Nathalie Drouin.

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