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Verso il voto, i leader prendono di mira Trudeau

Verso il voto, i leader prendono di mira Trudeau

TORONTO – La corsa verso il voto s’infiamma.

I leader dei partiti federali, impegnati nel secondo giorno di campagna elettorale, hanno preso di mira il primo ministro uscente Justin Trudeau alla luce delle nuove rivelazioni sullo scandalo SNC Lavalin, una vicenda questa che negli ultimi mesi era stata messa da parte e che invece potrebbe diventare uno dei temi dominanti in queste cinque settimane che ci separano dalle urne.

Il leader del Partito Conservatore Andrew Scheer ha attaccato duramente Trudeau durante una conferenza organizzata in mattinata a North York per presentare il piano di sostegno all’infanzia presente nella piattaforma programmatica tory.

L’ex Speaker della Camera ha ribadito come a suo avviso Trudeau non abbia più l’autorità morale per governare il Paese, a causa della mancanza di trasparenza e alle ingerenze verso l’ex Attorney General Jody Wilson-Raybould. Un attacco frontale che è stato ripetuto anche dal leader dell’Ndp Jagmeet Singh, che ha ribadito la posizione che il partito ha portato avanti, invano, per mesi: quella della creazione di una commissione d’inchiesta per fare luce sullo scandalo.

Scheer ha quindi presentato la proposta di eliminare le imposte sugli assegni di maternità. “Sono soprattutto i giovani – ha dichiarato – a pagare le tasse più alte e ad essere colpiti maggiormente dall’aumento delle imposte: giovani che iniziano la loro carriera e mettono su famiglia. Eliminando le tasse dagli assegni di maternità lasceremo 4mila dollari nelle tasche delle neo mamme e dei neo papà di modo che non dovranno preoccuparsi troppo dei loro conti in banca”. Ma anche per Scheer rimangono alcune zone d’ombra.

Proprio ieri è emerso un filmato sul web nel quale la candidata tory a York Centre, Rachel Wilson, si dichiara contraria al diritto all’aborto. Scheer ha comunque affermato di non aver intenzione di riaprire il dibattito.

Singh invece, dopo aver partecipato a una manifestazione a London nel primo giorno di campagna elettorale, ieri ha fatto tappa a Brampton, dove ha promesso nuovi fondi per il settore sanitario e per la costruzione di un ospedale.

Ma per il leader dell’Ndp non c’è pace. Di pari passo alle difficoltà evidenti nei sondaggi – con il partito al di sotto della soglia del 10 per cento – si sono aggiunti alcuni problemi riguardo ai candidati.

Nelle ultime ventiquattrore due ndippini sono stati esclusi dalle liste elettorali: Olivier Mathieu, nel distretto di La- Salle-Emard-Verdun, ha rinunciato alla candidatura dopo essere stato accusato di abusi domestici, mentre Dock Currie, collegio di Kamloops- Thompson-Cariboo, ha fatto un passo indietro dopo che sono emersi commenti compromettenti fatti suoi social media un paio di anni fa.

Trudeau ieri si è fermato a Victoria, a Kamloops e a Edmonton. Il leader liberale ha cercato di evitare le domande sulla SCN Lavalin e si è invece focalizzato sui risultati economici raggiunti dal Canada durante gli ultimi quattro anni. La leader dei Verdi Elizabeth May, infine, ha fatto tappa a Toronto.

Nel frattempo è corsa contro il tempo per la presentazione delle liste definitive dei candidati in corsa per il voto del 21 ottobre. Al momento solamente il Partito Conservatore ha confermato la presenza di un candidato in tutti i 338 distretti elettorali del Canada. Seguono il People’s Party di Maxime Bernier con 318 candidati, i Verdi con 317, i liberali con 305 e l’Ndp, fermo a quota 235.

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