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Una scelta non facile per il board cattolico

Una scelta non facile per il board cattolico

TORONTO – La mossa inaspettata di Doug Ford di ridurre il numero dei consiglieri comunali a Toronto ha sconvolto oltre a City Hall anche i provveditorati scolastici. L’accorpamento di alcuni distretti elettorali avrà ripercussioni anche per i fiduciari scolastici. Proprio per discutere dell’“adeguamento dei ward dei trustee alle nuove 25 delimitazioni nella città di Toronto” ieri sera si è tenuto un meeting straordinario dei fiduciari scolastici del Toronto Catholic District School Board. Tempo da perdere non ce n’è neanche un po’ dal momento che il ministero della Pubblica Istruzione, in vista delle imminenti elezioni comunali del 22 ottobre, ha chiesto a tutti i provveditorati di notificare entro il 14 agosto “l’approvazione dei nuovi distretti per l’elezione dei trustee”. Il compito non è comunque semplice e nello stabilire i confini del territorio di ciascun trustee occorre tenere conto di alcuni criteri e considerazioni: in queste opzioni rientra la distribuzione equa dei sostenitori cattolici votanti in ciascun distretto come indicato nell’Education Act, che i ward debbono essere in linea con la nuova divisione in 25 grandi quartieri, del fatto che le circoscrizioni possono essere unite ma non divise, della distribuzione equa, ove possibile, delle scuole elementa- ri e secondarie a carico di ciascun trustee e tenere conto anche del fatto che ciascun fiduciario scolastico prenderà in consegna due circoscrizioni, altri ne riceveranno tre. Quel che il provveditorato cattolico di Toronto suggerisce ai suoi trustee è di considerare i requisiti di legge sull’istruzione per un “equilibrio del numero di elettori cattolici per ciascun ward e mantenere, in generale, le comunità geografiche attuali”. Il Toronto Catholic District School Board (TCDSB) si trova in sostanza a un bivio: le strade che potenzialmente può decidere di percorrere sono tante, ma i trustee devono stabilire quale è la migliore. I distretti, come già detto, possono essere abbinati ma per farlo di cosa è bene tenere conto? Del numero delle scuole o di quello degli studenti che le frequentano senza dimenticare che molti trustee non vogliono rappresentare un numero elevato di scuole – che si tradurrebbe in extra lavoro – mentre altri si troverebbero ad averne molte meno? Il meeting di ieri sera si prefiggeva proprio di valutare tutte le opzioni disponibili e scegliere quale sottoporre al ministero dell’Istruzione. Al momento di andare in stampa il meeting non è ancora terminato. Ci proponiamo di riportare l’esito della votazione nell’edizione del Corriere di domani.

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