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Trump: «Incontrare Trudeau? Forget about it»

Trump: «Incontrare Trudeau? Forget about it»

TORONTO – «Ho detto di no a Trudeau».
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato di aver respinto nei giorni scorsi la richiesta di un colloquio a quattr’occhi con il primo ministro Justin Trudeau per discutere del Nafta perché “le tariffe del Canada sono troppo alte e i negoziatori del paese sono rimasti fermi sulle loro posizioni”.
In una conferenza stampa organizzata a New York mercoledì scorso, Trump che di certo non è un campione di diplomazia, ha anche affermato: «Siamo molto scontenti dei negoziati e del modo di trattare del Canada. Non ci piace molto il loro rappresentante».
Il presidente americano non ha fatto nomi ma il riferimento sembra essere stato diretto al ministro degli Esteri del Canada Chrystia Freeland che è il principale negoziatore.
«Non stiamo andando d’accordo con i loro negoziatori – ha rincarato la dose il presidente a stelle e strisce – il Canada ci ha trattato molto male».
Trump, durante la conferenza, ai giornalisti che facevano pressing per conoscere i motivi dietro il rifiuto di un meeting ha ribadito di non aver voluto l’incontro a due «perchè le sue tariffe (di Trudeau, ndr) sono troppo alte, lui sembra non voler fare un passo indietro, quindi è meglio lasciar perdere. I loro negoziatori non è che ci piacciano un granchè».
Trump ha poi ribadito la sua minaccia di applicare dazi punitivi alle importazioni di auto canadesi negli Stati Uniti, mossa questa ampiamente criticata da un esperto del settore che l’ha giudicata “devastante per il settore”.
«Francamente, stiamo pensando di tassare i veicoli che arrivano dal Canada – ha detto Trump – questa è la vena principale, la più grande». Parole al vetriolo queste di Trump che hanno provocato l’immediata reazione del primo ministro canadese che ha voluto rettificare quanto detto.
«Durante questa settimana a New York per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite non ho mai chiesto un meeting con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump», ha detto Trudeau.
Ieri Trudeau ha dato credito alla squadra di negoziatori canadese e ha aggiunto che la controparte americana non dovrebbe essere sorpresa dal tono dei colloqui. «Gli americani stanno scoprendo che i negoziati sono di¯cili perché i canadesi sono negoziatori di¯cili, come è giusto che siano – ha detto il primo ministro – un buon compromesso è ancora possibile, ma non firmeremo un brutto accordo per i canadesi».
Mercoledì scorso una fonte ha invece riferito al National Post che Jared Kushner aveva cercato di organizzare un vertice all’ultimo minuto tra suo suocero Trump e Trudeau nella speranza di abbattere gli ostacoli che hanno creato un’impasse nei colloqui commerciali. Ieri a Parliament Hill sono stati molti i membri di gabinetto che hanno scagliato una freccia a favore di Freeland attaccata da Trump. «Ogni giorno penso che il ministro Freeland sia un grande ministro degli esteri – ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Catherine McKenna – sostiene gli interessi dei canadesi e dei nostri lavoratori ». «I canadesi dovrebbero essere molto grati per il lavoro di Freeland – ha aggiunto il ministro per gli a.ari degli aborigeni Jane Philpott – il ministro Freeland sta facendo un lavoro eccezionale, in un compito molto difficile, per tutti i canadesi».

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