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Trump, bastone e carota con Trudeau: “Canada leggermente delinquente”

Trump, bastone e carota con Trudeau: “Canada leggermente delinquente”

Trump, bastone e carota con Trudeau: “Canada leggermente delinquente”

TORONTO – “Slightly delinquent”. Ha scelto una definizione volutamente ambigua Donald Trump, a margine del suo incontro bilaterale con Justin Trudeau, per descrivere l’incapacità del Canada di raggiungere gli obiettivi di spesa all’interno della Nato, fissati al 2 per cento del Prodotto interno lordo.

Ambigua perché in inglese il significato del termine “delinquent”ha una duplice valenza: inadempiente o negligente, volendo essere buoni, oppure delinquente vero e proprio. Fatto sta è che il presidente americano, protagonista ieri di una dura polemica con il francese Emmanuel Macron, ha preferito usare il bastone e la carota con il primo ministro canadese.

Da un lato, come abbiamo detto, ha stigmatizzato ancora una volta il fatto che Ottawa – come peraltro la maggior parte dei partner dell’Alleanza Atlantica – non abbia voluto adeguare il regime di spesa per la Difesa, uno dei cavalli di battaglia questo da quando Trump è diventato l’inquilino della Casa Bianca.

Dall’altro però il tycoon newyorchese ha sottolineato come i rapporti tra gli Stati Uniti e il Canada godano di ottima salute, dopo le tensioni e le incomprensioni degli anni scorsi che hanno accompagnato la lunga ed estenuante trattativa per il rinnovo dell’accordo Nafta e la successiva approvazione del nuovo trattato Usmca, che deve però ancora essere ratificato. Il tutto in vista del Vertice della Nato in programma oggi a Londra.

“Innanzitutto – ha dichiarato Trump ai giornalisti – voglio congratularmi con Trudeau per la sua recente rielezione. È un onore essere suo amico e abbiamo un’ottima relazione. Stiamo lavorando sull’Umsca, ma a questo punto sta alla Speaker della Camera Nancy Pelosi portare avanti l’accordo trilaterale per un voto al Congresso, che dovrebbe passare. Ma si tratta di molto lavoro per tutti quanti, perché il nuovo trattato sostituisce un accordo che era davvero pessimo”.

“Sta passando troppo tempo – ha poi aggiunto – e a un certo punto il presidente del Messico e il primo ministro del Canada diranno di essere stufi e chiederanno di non votare l’accordo. E per questo potrei anche capirli. Il trattato è fermo ormai da sei-sette mesi al congresso, speriamo che venga ratificato velocemente”.

Trudeau, dal canto suo, ha ribadito come “le relazioni tra il Canada e gli Stati Uniti siano incredibilmente forti”. “Non credo – ha continuato – che siamo mai state così solide in passato. In Canada continua il lavoro per la definitiva approvazione del nuovo Nafta. Si tratta di un lungo processo tra Paesi che dovranno trasformare l’accordo in realtà”.

Sul fronte delle spese militari, il primo ministro ha preferito mantenere un profilo basso, abbassando i toni della polemica che peraltro non costituisce nulla di nuovo, visto che il presidente americano aveva ribadito gli stessi concetti nell’ultimo incontro che Trudeau e Trump avevano avuto alla Casa Bianca.

L’obiettivo del Canada e degli altri Paesi della Nato è quello di contribuire alle spese dell’alleanza Atlantica allocando il 2 per cento del Pil alla Difesa. Ottawa per ora spende l’1,27 per cento del Pil, anche se nuovi calcoli hanno fissato la quota definitiva all’1,31 per cento.

Il primo ministro ha confermato che il Canada va avanti con il suo piano che prevede un progressivo incremento della spesa militare per arrivare agli obiettivi fissati dalla Nato.