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Trudeau: in arrivo misure economiche contro l’emergenza

Trudeau: in arrivo misure economiche contro l’emergenza

Trudeau: in arrivo misure economiche contro l’emergenza

TORONTO – Una serie di misure fiscali ed economiche per sostenere le famiglie, i lavoratori e le imprese in questa difficile fase. È quanto annuncerà oggi il ministro delle Finanze Bill Morneau, come ha confermato ieri durante una conferenza stampa Justin Trudeau.

L’esecutivo in queste ultime ore sta limando i dettagli del pacchetto di provvedimenti che riguarderanno sicuramente gli aiuti per coloro che non potranno più andare a lavorare, per chi dovrà affrontare un periodo di quarantena o auto isolamento, e per le persone infine che si ammaleranno. Ma non solo.

Il governo sta pensando di potenziare i meccanismi già previsti dalla legislazione sul Child Benefits, mentre un’altra misura – anche questa accennata ieri dal primo ministro – dovrebbe essere il potenziale slittamento della deadline per la dichiarazione dei redditi oltre fine marzo.

“Stiamo attraversando una fase senza precedenti – ha sottolineato il leader liberale – ma il messaggio che vogliamo dare è il seguente. Nessuno sarà lasciato indietro, il governo sarà qui per aiutare tutti i canadesi”.

Dal punto di vista pratico, Trudeau ha sottolineato come sarà necessario richiamare i deputati per una veloce approvazione del pacchetto di misure che saranno presentate oggi da Morneau. “Il capogruppo della maggioranza è in stretto contatto con i colleghi dell’opposizione. Avremo bisogno di un via libera veloce per poter attivare tutti i provvedimenti previsti”.

Oltre a questo, il governo sta passando al vaglio la possibilità di ricorrere all’Emergencies Act, uno strumento legislativo usato in Canada solamente tre volte – durante le due guerre mondiali (all’epoca si chiamava War Measures Act) e per contrastare la minaccia terroristica in Quebec negli anni Settanta – che attribuisce poteri speciali al governo canadese.

“In queste ore – ha aggiunto Trudeau – stiamo valutando se effettivamente si può rivelare uno strumento utile. Vedremo, ancora nulla e deciso. Così come l’evolversi della situazione è molto repentino, così deve essere anche la nostra risposta”.

Il primo ministro ha sottolineato l’importanza dell’annuncio di ieri del premier dell’Ontario Doug Ford, che ha dichiarato lo stato d’emergenza.

“Si tratta di una decisione giusta – ha sottolineato – che conferma la gravità della situazione e che va nella stessa direzione intrapresa dal governo federale”.

Su questo punto però Trudeau ha voluto ribadire che, almeno in questo momento, saranno le singole province a decidere se dichiarare lo stato d’emergenza e non sarà il governo federale a imporlo. “Ma voglio ripetere che i vari livelli di governo stanno collaborando in maniera costruttiva e questo è l’unico modo per superare l’emergenza”.

Il leader liberale ha poi annunciato la chiusura immediata di tutti i parchi nazionali e dei siti storici del Paese.

Il primo ministro, che si trova ancora in auto isolamento dopo che un tampone ha confermato la positività della moglie Sophie, ha voluto insistere sulla necessità che ogni canadese dia il suo contributo a contenere il contagio. “Il comportamento dei singoli è fondamentale. Ripeto ancora una volta: cercate di rimanere a casa il più possibile, uscite solamente se non avete scelta, aiutate i vostri cari e i vostri vicini di casa, evitate raggruppamenti con più di 50 persone e soprattutto applicate la distanza sociale”.

Il primo ministro è quindi tornato suoi provvedimenti annunciati lunedì per fronteggiare la sfida lanciata dal Covid-19. Il governo canadese ha deciso di blindare i propri confini, impedendo agli stranieri di entrare in Canada con alcune esenzioni: personale diplomatico, membri dell’equipaggio degli aerei e cittadini americani.

Ora gli sforzi dell’esecutivo sono rivolti ai canadesi che si trovano ancora all’estero. “In ogni dato momento – ha puntualizzato Trudeau – nel mondo si trovano 3 milioni di canadesi, che vivono, lavorano o viaggiano all’estero. Siamo consapevoli che anche in questo momento di grandi difficoltà e cambiamenti ci saranno dei canadesi che non potranno tornare a casa immediatamente e per questo il nostro governo si è attivato per garantire la massima assistenza e il pieno sostegno”. Che sarà anche finanziario. Il governo federale aprirà dei microprestiti fino a 5mila dollari per quei canadesi che hanno bisogno di tornare ma che si trovano in difficoltà economica.

“La cosa più importante – ha concluso Trudeau – è affrontare questa situazione insieme, ognuno deve recitare la sua parte, il governo farà la sua”.