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Trudeau, il Ceta “profuma” di voti francofoni

Trudeau, il Ceta “profuma” di voti francofoni

MONTREAL – Con gli Usa e la Cina i rapporti commerciali sono andati progressivamente deteriorandosi negli ultimi due anni e cosÌ il Canada tenta il tutto per tutto con l’Europa, puntando sul Ceta, il Comprehensive Economic and Trade Agreement, vale a dire l’accordo tra il Canada e l’Unione Europea che punta ad aprire nuovi mercati per i rispettivi esportatori ed a consolidare le due economie, attraverso varie misure fra le quali, per esempio, l’abolizione dei dazi doganali.

Ieri, mentre i legislatori francesi iniziavano la loro ratifica dell’accordo, il primo ministro Justin Trudeau ha accolto a Montreal i leader dell’Ue. E non è una coincidenza: l’approvazione francese del Ceta è importante, se non fondamentale, per Trudeau in vista delle elezioni federali d’autunno. La captatio benevolentiae della comunità francofona passa anche da quell’accordo.

Non a caso il primo ministro, secondo indiscrezioni, avrebbe esercitato pressioni sul presidente francese Emmanuel Macron per più di un anno perché presentasse il disegno di legge. I due avrebbero parlato ripetutamente dell’accordo – a Parigi nell’aprile 2018, in una conversazione telefonica un anno dopo e in altri incontri faccia a faccia – ma Macron, pur essendo un aperto sostenitore del Ceta, ha dovuto procedere con cautela per l’opposizione populista alle trattative commerciali in Francia e nell’Ue in generale.

Il Canada, a sua volta, ha fatto pressione sui legislatori, gli imprenditori e gli agricoltori francesi, anche con diverse visite di Isabelle Hudon, l’ambasciatrice canadese, in varie regioni della Francia. Lo stesso Trudeau, comunque, si era rivolto ai legislatori francesi in un discorso dell’aprile del 2018 all’Assemblea Nazionale: “Facciamo a noi stessi questa domanda: se la Francia non può ratificare un accordo di libero scambio con il Canada, in quale paese puoi immaginare di farlo?”.

Ieri, il premier canadese ha quindi iniziato gli incontri (che dureranno due giorni) con il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, e con il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker e con i 28 dell’Ue.

Quasi tutto il Ceta – oltre il 90% – è entrato in vigore nel settembre 2017 sotto quella che è nota come applicazione provvisoria, ma le ratifiche individuali da parte dei Paesi dell’Ue la renderanno pienamente operativa. Per il governo canadese è una “prova del nove” perché rappresenterebbe una risposta ai continui attacchi degli Usa di Donald Trump al commercio mondiale. Anche in chiave elettorale, naturalmente.

“È un passo essenziale. Siamo molto soddisfatti della nostra cooperazione con il governo francese “, ha infatti detto in un’intervista il Ministro del Commercio Internazionale, Jim Carr. Lo stesso Carr incontrerà la sua controparte europea Cecilia Malmstrom a Montreal. E, in linea con Trudeau, ha ribadito che il passaggio della Francia alla ratifica è un passo significativo nell’obiettivo canadese di diversificare i propri mercati di esportazione.

Il Ceta offre alle imprese canadesi l’accesso privilegiato a 500 milioni di consumatori europei e un mercato da 24 trilioni di dollari. Nel 2018, le esportazioni canadesi verso l’Ue sono aumentate del 7%, arrivando a più di 44 miliardi di dollari.

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