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Trudeau benedice il ritorno di Butts

Trudeau benedice il ritorno di Butts

TORONTO – C’è chi sostiene che non se ne fosse mai andato.

Ma negli ultimi giorni la presenza constante di Gerry Butts a tutti i principali appuntamenti organizzativi e logistici del Partito Liberale in vista delle elezioni del 21 ottobre conferma come l’ex capo consigliere di Justin Trudeau sia ritornato al suo posto, seppur non ufficialmente.

Secondo quanto è stato confermato dalla Cbc, Butts avrebbe partecipato insieme ad altri 60 dirigenti del partito a un vertice di due giorni a Ottawa nel quale sono state gettate le basi del programma elettorale grit e dove è stata delineata la strategia comunicativa del partito a meno di cento giorni dall’appuntamento alle urne.

Il ritorno di Butts, che ha avuto il via libera dal primo ministro in persona, conferma come Trudeau non consideri più lo scandalo SNC-Lavalin una minaccia in vista di una sua eventuale rielezione.

Lo stesso Butts, infatti, aveva deciso di rassegnare le dimissioni dopo che gli sviluppi della controversa vicenda avevano portato all’allontanamento delle ex ministre Jody Wilson-Raybould e Jane Philpott.

Il braccio destro del primo ministro aveva annunciato il proprio passo indietro per evitare che lo scandalo andasse a danneggiare il partito, ma per alcuni mesi i liberali avevano registrato una significativa flessione nei sondaggi, salvo il recupero confermato per tutto luglio: adesso siamo di fronte a un testa a testa tra i grit e il Partito Conservatore di Andrew Scheer.

Proprio il leader tory ha stigmatizzato il riavvicinamento di Butts con il Partito Liberale. “E così in un attimo – ha scritto Scheer su Twitter – il team di Trudeau che ha portato ai canadesi lo scandalo SNC Lavalin è tornato insieme”.

Molto duro anche il commento del deputato conservatore Pierre Poilievre. “Se n’è andato in maniera disdicevole – ha dichiarato – ma adesso sappiamo che era semplicemente una mossa fasulla per proteggere il capo…

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