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Trudeau a Parigi per uscire dall’assedio a Ottawa

Trudeau a Parigi per uscire dall’assedio a Ottawa

TORONTO – Una boccata d’ossigeno in Francia, per lasciarsi alle spalle il clima di accuse e veleni in Canada.

Justin Trudeau è arrivato ieri a Parigi per prendere parte al summit “Christchurch Call”, il vertice internazionale organizzato dal presidente francese Emmanuel Macron e dal primo ministro della Nuova Zelanda Jacinda Ardern per organizzare un fronte comune contro la violenza e l’estremismo promosso su Internet.

Per il primo ministro canadese l’evento è stato un’occasione per rispolverare anche sul palcoscenico internazionale la sua immagine, un po’ sbiadita negli ultimi tempi, tra lo scandalo SNC-Lavalin, i sondaggi che continuano a prefigurare il possibile tracollo liberale al voto di ottobre e la logorante guerra di trincea contro i premier sulla Carbon Tax.

È in questo contesto che va letta l’offerta, fatta dallo stesso Trudeau a Macron, di un contributo concreto del Canada nella corsa alla ricostruzione della cattedrale di Notre Dame, divorata dalle fiamme lo scorso 15 aprile. Ottawa infatti, grazie anche al via libera della Canadian Steel Producers Association e della Forest Products Association of Canada, ha intenzione di fornire legname e acciaio che saranno utilizzati nei lavori di ricostruzione della cattedrale parigina.

In ogni caso, in Canada rimangono numerosi problemi, a partire dal fronte Carbon Tax. Il premier dell’Alberta Jason Kenney, come il suo collega dell’Ontario Doug Ford, ha deciso di andare al muro contro muro, presentando il Carbon Tax Repeal Act, la legge che abolirà la norma provinciale in materia entro il 30 maggio. A quel punto il governo federale, come già fatto per l’Ontario, sarà costretto ad applicare la Carbon Tax federale, che ricadrà sulle spalle dei residenti dell’Alberta, alimentando un clima già infuocato che ci accompagnerà sino alla fine della campagna elettorale.

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