CorrCan Media Group

Tory: «Ho fatto quello che ho promesso di fare»

Tory: «Ho fatto quello che ho promesso di fare»

TORONTO – Les jeux sont faits. Mentre la campagna elettorale si avvia alla conclusione, aspiranti consiglieri, trustee e sindaco per i prossimi quattro anni, sono ormai in attesa di lunedì, giorno in cui gli elettori andranno alle urne.

Chi chiede la riconferma, come il sindaco John Tory, a garanzia della fiducia mette in evidenza il lavoro fatto nel suo precedente mandato.

Tory, pur ammettendo che non tutte le aree della città sono prosperate allo stesso modo sotto la sua guida, aerma di aver messo in pratica quanto promesso. «Penso di aver fatto quello che ho detto che avrei fatto», ha detto Tory a Metro Morning, aggiungendo che sente di aver riportato la stabilità in municipio dopo i tumultuosi anni dell’amministrazione di Rob Ford.

Il primo cittadino di Toronto ha anche messo in luce il suo “approccio collaborativo” alla politica, sostenendo che il miglioramento dei rapporti con le controparti provinciali e federali ha contribuito a garantire nuovi finanziamenti per i progetti di trasporto e case popolari.

Ha ammesso, tuttavia, che nonostante i considerevoli nuovi investimenti, alcuni quartieri continuano a lottare con la mancanza di servizi pubblici e opportunità per i residenti.

A guidare la corsa a sindaco, fin dall’inizio della campagna elettorale, è stato proprio lui John Tory, che nei sondaggi continua a dominare con percentuali che non lasciano dubbi sulla preferenza dei residenti di Toronto. L’unica sua rivale di un certo peso è l’ex capo urbanista della città Jennifer Keesmaat che ha presentato una piattaforma opposta a quella di Tory: dalla Gardiner Expressway alle case popolari ai trasporti, l’approccio di Keesmaat alle problematiche che attanagliano Toronto si differenzia notevolmente da quello del primo cittadino uscente.

Ma più di ogni altra cosa l’aspirante sindaco ha puntato su quelli che ritiene siano i punti deboli di Tory come una leadership “timida”, poco incisiva e in grado di apportare beneficio alla città. La promessa di mantenere gli aumenti delle tasse sulla proprietà al livello o al di sotto dell’inflazione è, secondo Keesmaat, una promessa vuota. «È impossibile generare le entrate necessarie per riparare le fatiscenti infrastrutture di Toronto senza aumentare le tasse sui residenti più ricchi della città», ha tuonato.

A sostenere maggiormente Keesmaat, stando ai sondaggi Forum e Mainstreet, sono i giovani e co- loro che alle elezioni in genere votano per i neodemocratici. Dalla parte di Tory sarebbero invece le persone non più giovani con preferenze politiche per liberali e conservatori.

Ormai siamo agli sgoccioli: lunedì sera sapremo a chi l’elettorato della città ha deciso di affidare la sfida di guidare Toronto nei prossimi quattro anni.

More in Redazione