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Taverner, Horwath chiede un’inchiesta pubblica

Taverner, Horwath chiede un’inchiesta pubblica

TORONTO – Un’inchiesta pubblica per fare luce sulla controversa nomina di Ron Taverner alla guida dell’Ontario Provincial Police.

È quanto ha chiesto ieri Andrea Horwath in questo ultimo, clamoroso sviluppo di una vicenda che sta provocando numerosi problemi al premier dell’Ontario Doug Ford e molti mal di pancia anche nella base elettorale del leader conservatore, quella Ford Nation che vede di cattivo occhio gli episodi di nepotismo, le intromissioni della politica nelle procedure delle nomine e lo svilimento e mancato rispetto del principio della meritocrazia.

Al momento la nomina di Taverner all’Opp è stata congelata, in seguito alla richiesta di approfondimenti all’ombudsman Paul Dubé.

Ma questo è nulla rispetto allo tsunami politico e istituzionale che potrebbe provocare il via libera ad un’inchiesta pubblica affidata al commissario all’Integrità dell’Ontario J. David Wake, nella quale assisteremmo a un completo accesso a tutta la documentazione del caso, a testimonianze sotto giuramento, al controllo capillare di tutte le email partite dagli uミci del potere prima della decisione di abbassare gli standard richiesti per la posizione di commissioner dell’Ontario Provincial Police per permettere – è questa una delle supposizioni che non sono state dimostrate – a Taverner di avere le credenziali sufficienti per candidarsi a questo prestigioso ruolo.

Taverner, ricordiamo, è un amico di lunga data della famiglia Ford e attualmente è un sovraintendete della Polizia di Toronto.

La richiesta della leader neodemocratica è abbastanza inusuale: di solito questo tipo di mossa viene fatta dal premier o dai ministri del suo governo. Al momento lo stesso uミcio di Wake, di pari passo con quello di Dubé, sta portando avanti una semplice analisi formale della nomina fatta nei giorni scorsi.

L’avvio di questa review interna, che non ha alcuna esposizione pubblica a di.erenza dell’inchiesta pretesa dalla Horwath, sabato ha di fatto costretto Taverner a congelare la sua promozione.

Lunedì lo stesso Taverner aveva deciso ritirare le dimissioni presentate alla Polizia di Toronto per tornare a lavorare fino a quando non sarà scritta la parola fine alla controversia. La leader dell’Ndp ha spiegato la sua posizione ieri attraverso un comunicato stampa.

“La luce del sole è il migliore disinfettante – ha sottolineato la Horwath – l’indagine sull’interferenza politica di Doug Ford sulla forza di polizia in Ontario e il tentativo di installare un insider come commissario non possono avvenire a porte chiuse”.

I dubbi di una possibile interferenza politica da parte del premier erano stati alimentati anche dalle successive prese di posizione degli ex capi dell’Rcmp e dell’Opp. In particolare il vice commissioner dell’Ontario Provincial Police Brad Blair – anche lui candidato alla guida della polizia provinciale – aveva parlato di un chiaro intervento politico per indirizzare la nomina. Anche ieri, in ogni caso, Doug Ford ha difeso la sua decisione.

“Una volta che sarà tutto chiarito – ha dichiarato ai giornalisti a Queen’s Park – sono sicuro che Taverner sarà il migliore commissioner che l’Ontario Provincial Police abbia mai avuto. Stiamo parlando di un professionista che è stato nella polizia per 50 anni, servendo con dedizione e professionalità la nostra comunità”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Sylvia Jones, ministro della Pubblica Sicurezza (il componente dell’esecutivo che controlla e gestisce la polizia provinciale), che in sostanza ha bocciato la richiesta della leader dell’Ndp.

“L’indagine è iniziata – ha dichiarato durante il Question Period – adesso attendo con impazienza il rapporto .. “Non c’è nulla di sbagliato con la procedura – ha continuato – Ron Taverner è una scelta eccellente per il ruolo di commissioner dell’Opp”.

Anzi, secondo la Jones il rapporto del Commissario all’Integrità dimostrerà ancora di più la bontà della scelta di Taverner. Quello della nomina del capo dell’Opp è solo l’ultimo di una lunga serie di problemi a.rontati dal premier Ford lungo questi sei mesi di governo.

Prima il braccio di ferro con il Comune di Toronto, la minaccia di ricorso alla Notwithstanding Clause, gli scandali a sfondo sessuale che hanno portato alle dimissioni del ministro Jim Wilson e a componenti dello sta. del premier, fino al rimpasto di governo e alle polemiche per l’abolizione della riforma del lavoro.

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