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Taglio fondi, studio dell’italiano a rischio

Taglio fondi, studio dell’italiano a rischio

TORONTO – L’insegnamento dell’italiano continua ad essere in bilico.

Ogni qualvolta che si preannunciano tagli nel Toronto Catholic District School Board (TCDSB) si fa strada immediatamente lo spauracchio che l’International Languages Program vena soppresso.

Dal momento che i provveditorati scolastici cattolici e pubblici di tutta la GTA debbono affrontare deficit di molti milioni di dollari nei loro budget, tagli al personale insegnante, ai servizi e ai programmi potrebbero arrivare con l’inizio del nuovo anno scolastico.

Un rapporto dello sta£f ai fiduciari del provveditorato cattolico di Toronto indica, sulla base di un’analisi preliminare, che “il personale si aspetta che i livelli di servizio in tutte le aree del programma debbano essere ridotti al fine di sviluppare un bilancio in pareggio”.

Stime preliminari indicano che sono 31,5 i milioni di dollari che debbono essere risparmiati con tagli al personale e a programmi come l’International Languages Program (ILP).

Quel che appare chiaro, secondo fonti del TCDSB, è che affinché possa continuare ad esistere, occorre che il governo stanzi i finanziamenti e assicuri che le cosiddette terze lingue possano essere insegnate entro la normale giornata scolastica di 300 minuti.

Il programma, che costa circa 9,7 milioni di dollari, è in funzione in 44 scuole ed avvicina gli studenti a lingue straniere come l’arabo, l’italiano, il cinese semplificato e tradizionale e l’ucraino.

Ed ancora una volta, dopo il salvataggio in extremis dell’International Languages Program dello scorso luglio, fa capolino la possibilità di spostare l’insegnamento delle terze lingue all’infuori dell’orario scolastico – di sera o nel fine settimana – risparmiando così facendo 7,3 milioni di dollari.

Dal canto suo il ministro dell’Istruzione Lisa Thompson minimizza quest’eventualità ed assicura che il governo .è intenzionato a mantenere programmi come l’ILP e che i provveditorati scolastici dovrebbero attendere di conoscere l’ammontare esatto del finanziamento per le priorità locali”.

Parole queste che non riescono però a rasserenare gli animi di coloro che temono che sia proprio l’insegnamento delle lingue ereditate – italiano in prima fila – ad essere in serio pericolo: ogni qualvolta si presenta la necessità di risparmiare si prospetta l’idea di abolirlo.

Prendere in considerazione la cancellazione dell’International Languages Program lascia trapelare la convinzione che in fondo in fondo, apprendere una lingua che non sia l’inglese o il francese, non è importante. Far tornare in pareggio i conti in rosso del provveditorato abolendo l’insegnamento dell’italiano sembra essere la soluzione migliore.

Allo spostamento dell’insegnamento delle terze lingue dall’orario consueto di insegnamento nelle scuole cattoliche del provveditorato di Toronto relegandole di fatto in un angolo si è opposta in passato la comunità italiana.

L’italiano, così come altre lingue, sarebbe marginalizzato anche se rappresenta un patrimonio di indiscusso valore oltre che un arricchimento culturale per chi le apprende.

Ancora una volta la comunità italiana è sul piede di guerra per proteggere una lingua che in quanto patrimonio culturale va custodita: conoscerla non può non essere un valore aggiunto per i ragazzi. Privarli di questa opportunità non sarebbe una decisione lungimirante.

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