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Tagli, si accende lo scontro Ford-insegnanti

Tagli, si accende lo scontro Ford-insegnanti

TORONTO – Il sistema scolastico della provincia è nel caos totale.

È stata massiccia la manifestazione di protesta di sabato a Queen’s Park. Migliaia di insegnanti provenienti da tutto l’Ontario hanno protestato contro i cambiamenti imminenti nel sistema scolastico della provincia.

Ad organizzare il sit-in sono stati i membri di cinque diversi sindacati che rappresentano la classe insegnante: alcuni dimostranti sono giunti anche da Dryden a bordo di 150 autobus.

A loro si sono uniti grandi gruppi di genitori, studenti e fiduciari scolastici. «Vogliamo essere sicuri che le nostre voci siano ascoltate, vogliamo essere sicuri che gli studenti sappiano che stiamo lottando per loro e che ci stanno a cuore», ha detto Kristen Smyth, che insegna recitazione e ESL in una scuola di Kitchener.

La contestazione è diretta alla riforma del governo provinciale nelle scuole, dai daycare fino alle università, che prevede classi più a¯ollate dal grado 6 al 12, corsi e-learning obbligatori e il taglio graduale di 3.475 posti di insegnamento.

In sostanza i docenti che vanno in pensione non verranno rimpiazzati ed il governo risparmia così facendo 851 milioni di dollari.

I provveditorati scolastici hanno fatto presente che la riforma potrebbe portare a classi con un massimo di di 40 studenti e comportare la cancellazione di corsi facoltativi.

La situazione potrebbe essere aggravata dalla revisione del programma per i ragazzi autistici dell’Ontario, che probabilmente vedrà le scuole cercare di far fronte a un’improvviso arrivo di studenti con esigenze impegnative.

Giovedì scorso decine di migliaia di studenti di circa 600 scuole della provincia hanno organizzato la protesta “#Students- SayNo Walkout” contro i cambiamenti in arrivo. “No ifs, no buts, no education cuts” è stato uno dei tanti slogan dei ragazzi che non sono disposti ad accettare decisioni che li penalizzano.

Ma se da un lato insegnanti e studenti sono determinati a non rimanere inerti mentre viene ridisegnato un sistema che non li soddisfa, dall’altro il governo non ha intenzione di arretrare neppure di un passo. Il ministro dell’Istruzione Lisa Thompson ha a¯ermato che il governo non sarà “distratto dalle tattiche sindacali” come le proteste e le manifestazioni.

«Il fatto è che negli ultimi 15 anni ai sindacati degli insegnanti dell’Ontario è stato dato il controllo del sistema scolastico – ha detto Thompson – al contrario di quello che dicono i sindacati, la loro priorità non è stata il successo degli studenti e di conseguenza i punteggi in matematica nella nostra provincia stanno calando e i nostri studenti rimangono sempre più indietro».

Il Ministero della Pubblica Istruzione afferma che il tasso di diplomati delle scuole superiori è stato dell’86,3% nel 2017, contro il 70% nel 2004, e il tasso di laureati è stati pari al 79,8%, contro il 56%. I voti in matematica conseguiti dagli studenti delle scuole superiori sono rimasti invariati nel 2017 rispetto al 2006, ma sono scesi nelle scuole elementari.

Il presidente della Elementary Teachers’ Federation of Ontario Sam Hammond, il cui intervento è stato lungamente applaudito, ha inviato un messaggio al premier: «Non dimenticare, Doug Ford: quegli studenti voteranno alle prossime elezioni provinciali. E noi voteremo con loro!». La leader dell’NDP Andrea Horwath, presente al rally, ha a¯ermato che “il sistema dell’istruzione pubblica è appeso a un filo e il premier sta per tagliare quel filo. Siamo qui per dire che non è quello che vogliamo nella nostra provincia”.

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