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Tagli indiscriminati sulla popolazione dell’Ontario

Tagli indiscriminati sulla popolazione dell’Ontario

TORONTO – Tagliare, sforbiciare, ridurre. La nuova stagione “lacrime e sangue” inaugurata dal governo conservatore dell’Ontario non risparmia niente e nessuno.

Settore scolastico, sanità, programmi ambientali, famiglie con figli autistici, biblioteche nelle zone rurali, piani di intervento e gestione contro le alluvioni, fondi per l’assistenza degli immigrati, fino ai rimborsi relativi alla copertura sanitaria per chi viaggia all’estero: il premier Doug Ford ha calato la sua scure con l’obiettivo dichiarato di rimettere a posto i conti pubblici della Provincia.

Peccato, però, che in questo piano complessivo, il rientro dal deficit con il pareggio di bilancio – stando al budget del ministro delle Finanze Vic Fedeli – sia previsto solamente nell’anno fiscale 2023-2024, cioè nella prossima legislatura.

I tagli, pesantissimi, hanno messo in subbuglio il settore scolastico, con i sindacati sul piede di guerra, i provveditorati che denunciano l’arrivo di migliaia di licenziamenti e con i nostri figli che nel prossimo futuro saranno costretti a stare a scuola in classi ancora più affollate, con le disastrose conseguenze didattiche facilmente immaginabili.

Ultima, in ordine di tempo, è stata la proposta da parte del governo di eliminare i previsti rimborsi dell’Ohip sulle spese sanitarie per chi viaggia all’estero.

Un provvedimento questo che – se dovesse essere approvato – colpirebbe pesantemente anche gli italocanadesi, con o senza passaporto italiano, che viaggiano in Italia, nel caso in cui dovessero essere costretti a usufruire dei servizi medico-ospedaliero del Belpaese.

In questo caso l’esecutivo conservatore ha messo le mani avanti, sottolineando come sia consigliabile, in ogni caso, firmare una polizza assicurativa privata prima della partenza per l’estero. Si tratta di un ulteriore segnale della strategia di fondo del governo che alimenta una progressiva spinta verso la privatizzazione della sanità, o quanto meno verso la convivenza di soggetti privati e strutture pubbliche in concorrenza nell’erogare servizi sanitari.

I tagli indiscriminati voluti dal governo stanno creando malcontento e rabbia anche tra chi nel 2018 aveva deciso di dare fiducia al Progressive Conservative e di porre fine all’amministrazione Wynne. E i tagli hanno prodotto delle situazioni al limite del grottesco.

Negli ultimi due giorni Ford ha visitato le zone colpite dagli allagamenti nel Cottage Country, incontrando i sindaci che stanno affrontando l’emergenza: peccato che lo stesso premier all’inizio di aprile aveva deciso di dimezzare i fondi governativi destinati alla gestione delle emergenze provocate dalle alluvioni e dagli allagamenti. Un tempismo perfetto, non c’è che dire.

E tra una sforbiciata e l’altra, tra un taglio e il de profundis di decine di stanziamenti governativi, il governo va avanti a forza di slogan, si preoccupa di cambiare il motto sulle targhe e ribadisce che l’Ontario è “open for business”

Nel frattempo la crescita economica ristagna, molte grandi aziende sono pronte a delocalizzare in altre giurisdizioni del Nord America, la Gm abbandona Oshawa, la Fiat Chrysler licenzia migliaia di lavoratori a Brampton.

Il bilancio di questi primi mesi di governo è disastroso: il rischio è che si arrivi alla fine di questa legislatura a una tabula rasa dalla quale sarà davvero difficilissimo ripartire.

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