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Tagli alla Sanità, maxi protesta contro il governo Ford

Tagli alla Sanità, maxi protesta contro il governo Ford

TORONTO – Un secco no ai tagli alla Sanità e al rischio privatizzazione del settore sanitario provinciale.

È quanto hanno chiesto ieri le migliaia di persone che hanno manifestato a Queen’s Park contro la riforma proposta dal governo provinciale guidato dal premier Doug Ford.

La protesta, organizzata dall’Ontario Health Coaliton, segue di un giorno quella dei genitori con figli autistici a carico e si affianca alle tensioni che stanno attraversando anche il settore scolastico che deve fare i conti con i tagli dell’esecutivo.

La manifestazione di ieri ha visto la partecipazione, sotto l’ombrello dell’Ontario Health Coaliton, di ben 400 organizzazioni e sigle di categoria, dagli operatori del settore sanitario – medici, infermieri, lavoratori delle strutture ospedaliere – ai sindacati, passando per altre agenzie di rappresentanza e associazioni dei pazienti.

Sono numerose le rivendicazioni degli organizzatori della protesta contro le politiche del governo conservatore.

In primo luogo viene contestata l’abrogazione, e.ettiva dall’inizio di aprile, del programma Ohip+, cioè il diritto all’accesso gratuito ai farmaci che necessitano di ricetta medica per tutti i cittadini con meno di 25 anni, che spinge – sostiene l’Ontario Health Coaliton – “le famiglie con figli malati a cercare la copertura privata”.

I manifestanti hanno anche chiesto lo stop al taglio di oltre 330 milioni di dollari destinati alla cura delle malattie mentali e un ripensamento alla cancellazione dei siti per la prevenzione delle overdose.

Gli organizzatori della protesta hanno poi lanciato l’allarme per il taglio dei fondi destinati ai programmi di sostegno per i bambini autistici e per l’abbassamento degli stanziamenti per le strategie sanitarie contro la demenza senile.

Ma è nel budget federale che l’Ontario Health Coaliton ha identificato il vero punto di non ritorno per l’intero sistema sanitario nazionale.

Nella Manovra 2019, infatti, il governo ha garantito un aumento dei fondi inferiore alla crescita del tasso d’inflazione che peraltro non tiene conto dell’aumento demografico e del progressivo invecchiamento della popolazione canadese. Stesso discorso per gli stanziamenti diretti agli ospedali, con un calo che si tradurrà con un netto peggioramento dei servizi erogati.

In generale – sostiene ancora l’Ontario Health Coaliton – il budget ha tagliato i fondi provinciali per la sanità pubblica del 27 per cento, mentre le unità sanitarie pubbliche sono passate da 35 a 10.

Tutti segnali questi – sospetta l’organizzazione – che portano verso il vero obiettivo del governo: la privatizzazione del sistema sanitario, o quanto meno la crescita di un sottobosco di strutture private che si vadano ad integrare a quelle pubbliche e che poi, in un secondo momento, vadano a farne concorrenza.

E infatti ieri, in concomitanza con la manifestazione a Queen’s Park, migliaia di lavoratori negli ospedali hanno indossato un adesivo distribuito dall’associazione con la scritta Stop Health Privatization (Stop alla privatizzazione della Sanità).

Anche dentro l’Assemblea legislativa il governo conservatore si è dovuto difendere dagli attacchi delle opposizioni.

La leader dell’Ndp Andrea Horwath ha accusato il governo per i tagli indiscriminati, compreso quello dei rimborsi dell’Ohip sulla copertura sanitaria per chi va all’estero (una scellerata proposta del governo che riguarda da vicino tutti gli italocanadesi, tra l’altro). L’esecutivo, dal canto suo, continua a difendere le sue decisioni e non appare disposto a passi indietro.

In meno di dieci mesi, da quando i conservatori hanno vinto le elezioni, l’Ontario è diventato teatro di tensioni sociali senza precedenti in questo nuovo millennio. E siamo solo all’inizio.

Alle prossime elezioni mancano più di tre anni: in 36 mesi la Provincia rischia di essere ridotta in macerie, una tabula rasa economica, sanitaria e sociale dal quale sarà molto di.cile risollevarsi.

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