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Studenti dell’Ontario sul piede di guerra

Studenti dell’Ontario sul piede di guerra

TORONTO – Il mondo della scuola è nel caos totale. Circa 200mila studenti di 700 scuole elementari e superiori di tutto l’Ontario ieri sono usciti dalle classi per manifestare il proprio disappunto per le riforme del governo di Ford.

La protesta “#StudentsSayNo Walkout” organizzata da “March for Our Education” è stata la quarta inscenata dal momento dell’annuncio della riforma della scuola voluta dal premier della provincia: in questa occasione la contestazione è stata diretta in particolare ai corsi obbligatori online, ai tagli ai programmi per l’autismo, al divieto di telefoni cellulari nelle aule, all’aumento del numero di studenti per classe e alla conseguente eliminazione di insegnanti.

«Il messaggio che stiamo cercando di trasmettere al governo di Ford è che gli studenti dell’Ontario non rimarranno a guardare mentre il nostro sistema dell’Istruzione viene distrutto – ha detto Frank Hong studente del grado 12 e co-direttore di March for Our Education – abbiamo degli scioperi programmati a North Bay, a Windsor, a Ottawa e a Toronto. Questo è un movimento presente in tutta la provincia attraverso il quale speriamo che il governo di Ford ci ascolti e annulli i tagli all’istruzione».

La replica del ministro dell’Istruzione Lisa Thompson non si è fatta attendere: «Le tavole rotonde e le consultazioni sono modi migliori per fornire un feedback rispetto agli scioperi», ha detto.

Intanto giorni fa da un’inchiesta di City- News è emerso che il Du. erin-Peel Catholic District School Board l’anno scorso ha fatto a damento per quasi 3mila volte su persone non abilitate all’insegnamento per supervisionare le classi utilizzando spesso genitori e altre persone non qualifi cate e 1.943 volte nel primo semestre di questo anno scolastico. Ora è emerso anche che Til oronto District School Board (TDSB) lo stia facendo regolarmente: 1.275 volte tra settembre 2018 e gennaio 2019.

Mentre inizialmente si riteneva che il problema fosse dovuto a un’apparente mancanza di supplenti in uno dei più grandi provveditorati della GTA, secondo il portavoce di Dufferin-Peel parte del problema nasce da un maggiore assenteismo degli insegnanti.

È vero anche però che usare persone non qualifi cate fa risparmiare denaro ai Board scolastici. Far supervisionare una classe da una persona non abilitata all’insegnamento costa 22.92 dollari all’ora – circa 150 dollari al giorno – mentre un insegnante in piena regola costa circa 260 dollari al giorno.

«I giovani meritano insegnanti adeguatamente qualificati e adeguatamente abilitati, venire a sapere che i provveditorati si stanno rivolgendo a risorse non qualifi cate è problematico. I nostri ragazzi meritano un’istruzione adeguata », ha detto la leader del NDP Andrea Horwath.

Gli insegnanti, che oltre ad avere ottimi stipendi vengono tacciati di assenteismo, sono ora nel mirino del governo Ford: il Progressive Conservative sta valutando la possibilità di implementare test di matematica obbligatori con frequenza annuale per tutti i docenti della provincia di livello primario e secondario. Solo chi supera l’esame può continuare a sedersi dietro la cattedra.

Il governo ha promesso più volte di adottare misure per migliorare i voti in matematica degli studenti che da anni sono in calo in tutta la provincia.

L’opposizione è ovviamente insorta: il governo dovrebbe sostenere i programmi di studio e la formazione degli insegnanti invece di imporre un test agli insegnanti è stata la considerazione fatta.

Intanto due giorni fa è iniziata una investigazione della polizia dopo che una bimba di cinque anni per punizione è stata obbligata da un supervisore del lunchroom della Essex Jr. and Sr. Public School a stare in uno sgabuzzino.

Il Toronto District School Board ha immediatamente condannato l’accaduto: “Abbiamo ricevuto la segnalazione – si legge nella nota del Board – mentre continuiamo a indagare, riteniamo che l’incidente segnalato sia molto preoccupante e che sia completamente inaccettabile”.

È su tutte le furie Le’Anna Felix, mamma della bambina: «Qualora mia fi glia si fosse comportata male avrebbero potuto mandarla in u cio o telefonarmi ma non chiuderla in uno stanzino. Questo è sbagliato», ha detto la mamma.

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