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Stretta finale sul Nafta, resta da sciogliere il nodo del Chapter 19

Stretta finale sul Nafta, resta da sciogliere il nodo del Chapter 19

TORONTO – Conto alla rovescia sul fronte Nafta.
Dopo la firma dell’accordo bilaterale tra gli Stati Uniti e il Messico, il governo canadese sta spingendo sull’acceleratore per limare le differenze con la controparte americana e arrivare all’agognato Nafta 2.0.
E se a Washington sono ripartite le trattative tra i negoziatori statunitensi e la delegazione canadese guidata dal ministro degli Esteri Chrystia Freeland (nella foto), da più parti arrivano segnali positivi su un possibile superamento dello stallo del negoziato, che a questo punto è diventato una guerra di nervi tra l’amministrazione americana e Ottawa.
Al momento i negoziatori di entrambe le parti hanno confermato che su numerosi punti di frizione emersi nei mesi scorsi – in particolare quelli del settore della componentistica auto e del local content – le differenze sono state sostanzialmente superate.
Rimangono dei distinguo di fondo che devono essere risolti.
Il nodo da sciogliere, in questa fase del negoziato, è quello legato al Chapter 19 del Nafta, sul quale si è creata una netta spaccatura tra la Casa Bianca e il governo canadese.
Da un lato Donald Trump sin dall’inizio della trattativa – partita nell’agosto del 2017 – ha preteso la sostanziale abolizione e il superamento dell’articolo, mentre il primo ministro Justin Trudeau ha fatto muro chiedendone la difesa se non addirittura il rafforzamento. Ma di cosa si tratta esattamente e perché questo elemento rischia di far naufragare l’intero accordo trilaterale?
Il Chapter 19 del Nafta prevede l’istituzione ad hoc di pannelli giuridici volti alla risoluzione dei contenzioni commerciali che possono venirsi a crearsi tra due Paesi aderenti al trattato. Si tratta di commissioni giudiziarie terze, che di volta in volta si esprimono e indicano il percorso procedurale e commerciale per superare la disputa.
Eliminando il Chapter 19, gli eventuali dissidi commerciali sarebbero affrontati in sede WTO, con una evidente dilatazione dei tempi e il rischio di ripicche commerciali in termini di dazi e controdazi.
E, come viene sostenuto da numerosi analisti, Trump avrebbe mano libera per portare avanti le sue politiche commerciali senza un freno efficace ed efficiente.
È quindi per questo che Ottawa non vuole cedere di un millimetro, almeno su questo fronte. Per farlo il governo canadese è disposto a fare altri sacrifici, magari dolorosi. In ogni caso la deadline per la firma è ancora lontana: Canada e Usa dovranno firmare un accordo entro e non oltre il primo di ottobre.

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