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Stretta di Trudeau: frontiere chiuse per gli stranieri

Stretta di Trudeau: frontiere chiuse per gli stranieri

Stretta di Trudeau: frontiere chiuse per gli stranieri

TORONTO – Il Canada blinda le sue frontiere. Lo ha annunciato ieri Justin Trudeau, precisando che in seguito all’emergenza provocata dal coronavirus fino a data da destinarsi potranno entrare nel nostro Paese solamente i cittadini canadesi, i residenti permanenti e i familiari più stretti.

Per ora le frontiere rimarranno aperte anche per i cittadini americani, oltre che per i diplomatici e i membri dell’equipaggio degli aerei. Ma come ha sottolineato a più riprese lo stesso primo ministro, “si tratta di misure che potrebbe cambiare molto velocemente”: sul tavolo quindi resta l’ipotesi da attuare nei prossimi giorni di bloccare le frontiere anche per i cittadini americani.

“Canada e Stati Uniti sono estremamente integrati, è un dato di fatto che è stato preso in considerazione e in questo momento l’esenzione per gli americani ci è sembrata la scelta migliore. In futuro vedremo”.

Contemporaneamente, ci sarà una nuova stretta sui voli internazionali. “Mi rivolgo a tutti i canadesi – ha detto Trudeau – è giunto il momento di tornare a casa, ora”.

Il Canada mette inoltre in piedi altre misure aggiuntive. Alle compagnie aeree dirette in Canada viene dato il potere di controllare ogni singolo passeggero prima dell’imbarco: di fronte ai sintomi evidenti, al passeggero sarà impedito di salire sull’aereo e questo a prescindere dalla sua cittadinanza.

Tutte le compagnie aeree che coprono tratte internazionali a partire dal 18 marzo saranno reindirizzate in soli quattro scali in tutto il Paese, dove saranno enormemente potenziati i controlli in entrata: si tratta degli aeroporti di Toronto, Montreal, Calgary e Vancouver.

Il primo ministro ha inoltre chiesto a tutti i canadesi di ritorno dall’estero di mettersi in auto isolamento per due settimane. Non scatterà la quarantena obbligatoria: “Ma conto sul senso di responsabilità di tutti quanti”.

L’invito all’auto isolamento volontario è esteso a tutti, compresi canadesi, residenti permanenti e cittadini americani che sono esenti dal bando ai confini.

Per ora il governo non ha intenzione di prendere altre misure come sta avvenendo in Europa, ad esempio l’obbligo per i cittadini di rimanere a casa. “Ma allo stesso tempo – ha aggiunto Trudeau – chiediamo alla gente di rimanere a casa il più possibile”.

Il primo ministro ha ribadito ancora una volta che in questa fase l’esecutivo federale, in collaborazione con le amministrazioni provinciali, sta agendo sulla base dei consigli e delle linee guida dettate dalle autorità sanitarie. Nulla comunque è escluso per i prossimi giorni e le prossime settimane.

Vista anche l’evoluzione della risposta dei governi europei in questo senso, è possibile che di fronte all’allargamento del contagio vengano adottate misure via via sempre più rispettive. “Lo sviluppo del contagio si sta evolvendo di giorno in giorno e anche la nostra risposta dovrà adeguarsi di giorno in giorno ai cambiamenti. Siamo consapevoli che quelle annunciate oggi sono misure molto pesanti. Ma siamo di fronte e circostanze eccezionali che richiedono risposte eccezionali”.

Per quanto riguarda l’aspetto commerciale, Trudeau ha confermato che lo spostamento delle merci tra Canada e Stati Uniti continuerà a rimanere invariato. “Siamo ancora in tempo per rallentare il contagio di questo virus – ha concluso Trudeau – ma questo comporterà dei cambiamenti nel nostro comportamento individuale e collettivo che riguarderanno tutti i canadesi”.