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Sos dei medici: salute a rischio nei pronto soccorso dell’Ontario

Sos dei medici: salute a rischio nei pronto soccorso dell’Ontario

TORONTO – Pronto o mancato soccorso?

È il primo posto dove ci rechiamo, in caso di emergenza, se riteniamo che la nostra salute sia in grave pericolo.

Ma il luogo deputato a proteggerci da esiti più infausti e dove ci troviamo – magari a seguito di un brutto ed improvviso incidente che ci è capitato – sembra invece essere quello dove rischiamo maggiormente di compromettere il nostro stato di salute.

E perché mai?

Ebbene, secondo gli stessi medici ospedalieri che lavorano nelle sale di prima emergenza, in Ontario, sarebbe il sovraffollamento dei pronto soccorso a provocare ritardi nell’assistenza a quei pazienti che necessitano cure immediate, ritardi che – in alcuni casi – possono persino rivelarsi fatali.

L’allarme viene lanciato proprio dai medici che, ogni giorno, lavorano nei pronto soccorso degli ospedali di tutto l’Ontario, sottoposti – dalla metà degli anni ’90 in poi – ad una sempre crescente richiesta di interventi, a fronte di una diminuzione o carenza di strutture adeguate a sostenere l’aumento di pazienti.

Fu difatti l’amministrazione di Mike Harris a dare il via ad una drammatica serie di tagli alla sanità dell’Ontario che portarono alla chiusura di diversi ospedali e condussero sull’orlo del collasso le rimanenti strutture, sottoposte a sovraffollamento specie nelle grandi città.

Oggi, quella del premier Ford sembra aver scelto una linea politico- economica similare, dettata sulla falsa riga di quella Harris, senza però aver ancora raggiunto gli eccessi e gli scempi compiuti dal suo predecessore, in materia di tagli alla sanità.

Nel frattempo, i pronto soccorso della nostra provincia si trovano quasi sempre con il 100% dei posti letto occupati, mentre i tagli effettuati – a onor del vero – anche dal governo federale a guida di Paul Martin, ne hanno in molti casi ridotto le capacità d’accoglienza sino al 30%.

Oltre al sovraffollamento provocato dall’enorme crescita della popolazione residente nelle aree urbane, avvenuta negli ultimi decenni, un fattore che complica ulteriormente lo stato dei nostri pronto soccorso è rappresentato dai letti spesso occupati da pazienti lungodegenti – come gli anziani affetti da demenza senile, i quali le rispettive famiglie non riescono ad accudire – che costituisce il 15-20% dei posti a disposizione nelle strutture di prima emergenza dei nosocomi.

Il mese scorso, il premier Ford aveva promesso che la cosiddetta ’hallway health care’ – ossia le cure mediche prestate ai pazienti nelle corsie d’ospedale – presto diventerà “una reliquia del passato”. Secondo dati recenti, sono oltre un migliaio quei pazienti che – in media, ogni giorno, in Ontario – ricevono le cure necessarie mentre si trovano in corsia.

Intanto, il tempo medio di attesa in un pronto soccorso della nostra provincia è stimato in 16 ore, prima di essere ricoverati in reparto.

Giorgio Mitolo

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