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Soldi agli ospedali, no fondi pubblici ai partiti

Soldi agli ospedali, no fondi pubblici ai partiti

TORONTO – La mannaia del governo della provincia oltre che sul Bill 148 voluto dai liberali della Wynne a tutela dei lavoratori, si abbatte anche sul finanziamento pubblico ai partiti. Il governo targato Ford sembra aver deciso di usare il bastone e la carota – stando all’operato di questi primi mesi più bastone che carota – e ieri ha controbilanciato in parte queste decisioni annunciando lo stanziamento di 90 milioni di dollari per affrontare il problema del sovraffollamento degli ospedali della provincia in vista della stagione influenzale.

Il premier Doug Ford ha affermato che l’investimento aiuterà il sistema ospedaliero a risolvere problemi di sovraffollamento che hanno costretto a volte i pazienti a dover ricevere le cure nei corridoi e in altri spazi non adeguati: «I fondi – ha detto il premier – sosterranno in totale 1.100 letti ospedalieri, inclusi oltre 640 nuovi posti letto».

Nell’ottobre dello scorso anno, il precedente governo liberale ha dato agli ospedali ulteriori $100 milioni prima della stagione influenzale per creare più letti ospedalieri. Il leader dell’Ndp Andrea Horwath giudica insufficiente per affrontare l’emergenza sia lo stanziamento della Wynne che l’impegno preso adesso dal Progressive Conservative. «La somma di denaro diretta dal governo di Ford agli ospedali è di gran lunga inferiore ai $300 milioni che sono necessari per fronteggiare il sovraffollamento nei nosocomi», ha detto la leader dell’opposizione.

Il governo ha anche annunciato che non abbandonerà l’aumento, già pianificato dai liberali, dei letti per cure a lungo termine in tutta la provincia: altri 6.000 nuovi posti letto verranno aggiunti nell’ambito di un piano quinquennale per migliorare l’assistenza sanitaria.

Ma se da un lato Ford allargherà i cordoni della borsa per alleviare la situazione del sistema sanitario, dall’altro ha deciso di bandire il finanziamento pubblico ai partiti. Quest’anno i partiti politici della provincia stanno ottenendo oltre 12 milioni di dollari in sussidi finanziati dai contribuenti ma questi verranno presto cancellati con un colpo di spugna. «Se un partito non può raccogliere da solo denaro per gestire la sua campagna, non sarà più in grado di fare affidamento sul governo per ottenerlo dai contribuenti», aveva già detto mesi fa il premier Ford. Le sovvenzioni sono iniziate nel 2017, dopo che il governo di Wynne ha vietato donazioni politiche da parte di aziende e sindacati e ridotto il limite massimo annuale con il quale ogni persona può contribuire alle casse del partito. Ford ha ora deciso di tener fede alla promessa fatta all’inizio di quest’anno, quando si era candidato alla leadership del Progressive Conservative. “Quando sarò eletto premier, difenderò tutti i contribuenti dell’Ontario e eliminerò il “sussidio per voto” dato ai partiti politici”, aveva postato Ford su Facebook.

Ogni partito riceve un’indennità trimestrale in base al numero di voti ricevuti nell’ultima elezione. Se i sussidi continueranno, il finanziamento del prossimo anno sarà di $5,5 milioni per il Progressive Conservative, $4,6 milioni a favore dell’Ndp, $2,6 milioni a beneficio del Liberal party e 630mila dollari per il Green party.

La decisione di Ford, ovviamente sta suscitando un po’ di apprensione tra i partiti. Attualmente, tra i quattro partiti principali, a piangere di più sono le casse dei liberali. Il loro debito ammonta a 9 milioni di dollari. Il leader ad interim Fraser non ha negato che se il partito perdesse i $2,6 milioni di finanziamento pubblico annuale sarebbe in seria difficoltà.

E in difficoltà, dopo la eliminazione in programma della riforma del lavoro (Bill 148), che risulterà nella perdita una serie di benefici ottenuti lo scorso anno dopo averli attesi a lungo saranno i lavoratori. Il minimo salariale non salirà più a 15 dollari, i due giorni di malattia pagati e i cinque non pagati all’anno scompariranno così come le tre settimane di vacanza dopo cinque anni di lavoro consecutivi nella stessa azienda. L’illusione è durata meno di un anno.

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