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SNC-Lavalin, un’ombra sulla campagna di Trudeau

SNC-Lavalin, un’ombra sulla campagna di Trudeau

TORONTO – Niente scuse, solo rammarico.

Sembra questo lo stato d’animo che avvolge non solo la figura di Justin Trudeau, un uomo che quattro anni fa – alla conferma della sua nomina a primo ministro – aveva promesso chiarezza ed onestà, ma è un sentimento che permea anche l’intero caucus del partito liberale, disciplinatamente allineato alla condotta ed alle dichiarazioni del suo leader, in queste drammatiche ore.

Mercoledì – incalzato dalle domande dei giornalisti – Trudeau aveva ammesso le sue responsabilità nell’a.are SNC-Lavalin, ma aveva anche sottolineato di non essere d’accordo con tutte le conclusioni raggiunte dal rapporto del commissario all’etica, Mario Dion, quantomeno nella sostanza.

E mentre il leader dell’opposizione, il conservatore Andrew Scheer, invocava l’intervento dell’RCMP ad indagare sullo scandalo, e quello dell’NDP, Jagmeet Singh, sottolineava – subito dopo la pubblicazione del ’rapporto Dion’ – che Trudeau non possa più essere creduto e ritenuto degno di fiducia, i Canadesi si domandano cosa fare.

Sì, perché al voto del 22 ottobre mancano appena 68 giorni, meno di dieci settimane. E se i sondaggi, sino a pochi giorni fa, vedevano una parità di fatto tra liberali e conservatori, un appassionante testa a testa, all’ultimo voto, ora cosa faranno i canadesi, chiamati alle urne per nominare chi dovrà condurre ed amministrare il Paese?

Questa ennesima tempesta che si è scatenata sul capo del leader che piaceva per il suo volto pulito ed i suoi modi gentili, per l’eloquio forbito ma al tempo stesso per la sua fermezza nel difendere i valori prìncipi su cui si fonda la società multiculturale canadese, ammirata da tutto il mondo, e per la sua sensibilità verso i temi sociali più spinosi e delicati, offuscherà irrimediabilmente la sua immagine, getterà un’ombra pesante su tutta la campagna elettorale del partito liberale e dei suoi candidati?

Ieri, nel corso di una visita alla città di Fredericton, nel New Brunswick – recentemente colpita da pesanti alluvioni – Trudeau ha annunciato uno stanziamento di 11,4 milioni di dollari per gli interventi necessari a proteggere il territorio da future calamità naturali.

Ma alle incalzanti domande della stampa, sul rapporto Dion e sullo scandalo SNC-Lavalin, Trudeau ha ancora una volta lasciato delusi i suoi interlocutori, ribadendo di “non voler chiedere scusa” per il suo operato, e di “non essere d’accordo con le conclusioni raggiunte dal commissario per l’etica Dion” pur ripetendo di “assumersi piena responsabilità” per quanto accaduto. E i canadesi, cosa ne pensano?

Giorgio Mitolo

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