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SNC-Lavalin, ancora tensioni e polemiche

SNC-Lavalin, ancora tensioni e polemiche

TORONTO – La tensione rimane alta. Le accuse sono al vetriolo. Non c’è tregua ad Ottawa dove l’ex Attorney General Wilson- Raybould ha rincarato la dose con ulteriori dettagli sulla vicenda SNC-Lavalin. Le pressioni, vuole dimostrare la Wilsdon-Raybould ci sono state, eccome.

È emerso quindi che il segretario del Privy Council Michael Wernick ha avvertito Jody Wilson- Raybould che il primo ministro Justin Trudeau era “abbastanza determinato” ad impedire che il processo penale di SNC-Lavalin conducesse a perdite di posti di lavoro – e voleva sapere perché l’allora ministro della giustizia non aveva usato un nuovo strumento legale per consentire alla ditta di evitare un processo penale.

La registrazione fatta dalla Wilson- Raybould di una telefonata di 17 minuti avvenuta tra lei e Wernick il 19 dicembre scorso, è stata resa pubblica venerdì scorso insieme a 43 pagine di e-mail, testi e una dichiarazione scritta della stessa Wilson-Raybould che sono stati sottoposti all’attenzione della Commissione Giustizia della Camera dei Comuni.

«È abbastanza determinato, piuttosto fermo – ha detto Wernick – che non sapeva di es-sere registrato – riguardo la posizione del primo ministro circa un accordo di rinvio a giudizio (DPA) per la società di ingegneria con sede in Quebec – ma vuole sapere perché la soluzione DPA, prevista dal Parlamento, non viene utilizzata. Credo che in un modo o nell’altro troverà il modo di ottenerlo ».

L’ex Attorney General ha spiegato, nella dichiarazione scritta, di aver registrato la telefonata perchè si trovava da sola nel suo appartamento di Vancouver mentre di solito a prendere appunti accurati è un membro del suo staff.

«Volevo avere una registrazione fedele di ciò che è stato discusso perché avevo motivo di ritenere che sarebbe stata probabilmente una conversazione inappropriata », ha detto la Wilson-Raybould. Trudeau, del contenuto di quella conversazione, a detta dell’avvocato di Wernick non sarebbe mai stato informato perché tutti “erano andati in vacanza il giorno successivo”.

La guerra a distanza tra la Wilson- Raybould e il primo ministro Trudeau continua per la gioia dell’opposizione anche se colpi di scena veri e propri non ce ne sono: quel che sembra esserci è un accanimento da parte dell’ex Attonery General di ribadire e dare ancora maggior peso alle sue precedenti dichiarazioni al riguardo.

Ha colto la palla al balzo il leader del Progressive Conservative Andrew Scheer: “Questa è la prova più evidente che il primo ministro ha perso l’autorità morale per governare e deve dimettersi”, ha affermato. «Justin Trudeau ha anche detto ai canadesi ciò che sapeva essere falso.

Sapeva che il suo procuratore generale era seriamente preoccupato per il suo piano di sottrarre la SNC-Lavalin alle gravi accuse penali, ma ha guardato i canadesi negli occhi e ha detto loro che nessuno aveva sollevato preoccupazioni con lui. Questo è falso e lui deve ai canadesi una spiegazione».

Alla luce di queste ultime scottanti “prove” i parlamentari dell’opposizione chiedono a gran voce che la commissione Giustizia della Camera inviti Jody Wilson-Raybould a testimoniare per la seconda volta sullo scandalo SNC-Lavalin, ma i membri liberali della commissione ritengono che sia giunta l’ora di spostare l’attenzione su altre questioni.

«Ma se il primo ministro Trudeau non ha nulla da nascondere, perchè non le permette di completare la sua testimonianza?», ha detto l’mp conservatore Evan Solomon.

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