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SNC, Jody Wilson-Raybould si dimette da ministro

SNC, Jody Wilson-Raybould si dimette da ministro

TORONTO – Jody Wilson-Raybould getta la spugna.

La deputata eletta a Vancouver, al centro del caso SNC-Lavalin, ha presentato ieri mattina la lettera di dimissioni dal governo, rinunciando all’incarico di ministro per gli Affari dei Veterani.

Il clamoroso passo indietro arriva dopo giorni di dure polemiche, sollevate dalle opposizioni in seguito a un articolo pubblicato dal Globe and Mail, nel quale si spiegano le presunte motivazioni che avrebbero portato nei mesi scorsi al rimpasto di governo e alla bocciatura della stessa Wilson-Raybould da parte di Justin Trudeau, con il passaggio da Attorney General federale a un incarico di secondo piano.

Nella ricostruzione del Globe, smentita con forza dal leader liberale, l’u©cio del primo ministro avrebbe fatto delle forti pressioni su Jody Wilson-Raybould per arrivare a un accordo giudiziario con la SNC-Lavalin, facendo di fatto decadere il procedimento di natura criminale a carico della multinazionale con sede a Montreal.

Una versione questa smentita dal primo ministro. Nella lettera in cui si comunicano le dimissioni, Jody Wilson-Raybould non specifica il perché di questa mossa, che rischia di mettere in crisi i delicati equilibri di governo e alimenta ulteriori sospetti su una vicenda molto controversa.

“Voglio ringraziare tutti i canadesi – scrive Jody Wilson-Raybould – e in particolare i residenti di Vancouver Granville (il suo distretto elettorale, ndr) per la fiducia concessami e nel mio ruolo di Attorney General e in quello di ministro per gli Affari dei Veterani. Le mie dimissioni da ministro non cambiano il mio impegno: il mio lavoro andrà avanti”.

Jody Wilson-Raybould ha confermato infatti che non lascerà il seggio da deputato. Ma nella lettera si intuisce come la vicenda nei prossimi giorni potrà avere altri clamorosi sviluppi.

“Sono consapevole – continua l’ex ministro – del fatto che i canadesi vorrebbero che io parlassi della questione che è stata riportata dai media l’ultima settimana. Sono sul punto di ricevere consigli di carattere legale sul fatto che io possa legalmente discutere di questa questione e per questo posso contare nel suo ruolo di consigliere sull’onorevole Thomas albert Cromwell”.

Insomma, sulla vicenda che fa tremare il governo non è stata scritta la parola fine. Allo stesso tempo prosegue l’indagine conoscitiva del commissario all’Etica Mario Dion.

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