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Sì all’investigazione ma circoscritta

Sì all’investigazione ma circoscritta

TORONTO – Fuoco incrociato contro Trudeau. Le opposizioni si sono scagliate contro il primo ministro in seguito alla vicenda che vede coinvolta SNC-Lavalin.

Si è riunita ieri la Commissione giustizia della Camera dei Comuni per decidere se bloccare un’indagine sulle accuse di interferenze politiche da parte dei funzionari dell’ufficio del Primo Ministro.

I membri liberali del Comitato di giustizia della Camera dei Comuni hanno votato però a favore dello studio dell’attuale a­are SNC-Lavalin e delle presunte interferenze politiche del primo ministro ma hanno usato la maggioranza per limitare la portata dell’investigazione.

I deputati ndippini e conservatori hanno presentato una mozione nella quale chiedevano alla commissione di chiamare a testimoniare nove alti funzionari governativi per far luce sulla vicenda in base alla quale questi avrebbero fatto pressioni sull’ex procuratore generale Jody Wilson-Raybould per concludere un accordo con la SNC-Lavalin aiutandola così a evitare un processo penale per corruzione e accuse di frode.

«Volete far chiarezza – ha chiesto l’mp Nathan Cullen – bene, allora lasciate parlare Jody Wilson-Raybould».

I membri liberali della Commissione hanno concordato in linea di principio di studiare l’a­ffare SNC-Lavalin – ma c’è stato disaccordo tra i membri della commissione su quanto debba essere estesa l’indagine e su chi dovrebbe essere chiamato a comparire.

Alla fine i liberali – che sono la maggioranza nella commissione – hanno votato per porre dei limiti all’indagine. I parlamentari dell’opposizione in commissione hanno chiesto che il consulente senior del primo ministro, Gerald Butts, sia chiamato a testimoniare.

I liberali, nel frattempo, hanno respinto la richiesta di redigere un elenco di testimoni proposti per la commissione in pubblico, dicendo che preferiscono seguire la normale procedura parlamentare e fare l’incontro per selezionare i testimoni ‘a porte chiuse’.

Per i liberali, Tories ed ndippini stanno facendo una “caccia alle streghe”. La decisione di mettere limitare la portata dell’indagine è, secondo la deputy leader dei Tories Lisa Raitt, un chiaro segnale.

«Non far passare la mozione o inquinarla in qualche modo, non è altro che un’ammissione di colpevolezza – ha detto la Raitt – cercheremo altre vie come un’inchiesta giudiziaria ed eventualmente uno studio del Senato sulla questione».

I liberali secondo la deputy leader dovrebbero essere “molto preoccupati”. Il leader conservatore Andrew Scheer ha anche criticato la gestione del problema da parte del primo ministro Justin Trudeau e sul commento fatto al riguardo nel quale a­erma che le dimissioni della Wilson-Raybould sono giunte come un fulmine a ciel sereno.

«Ora sta cercando di dipingersi come la vittima», ha detto Scheer. Ad aヘancare il Progressive Conservative in questa sfida è l’Ndp: il leader Jagmeet Singh è convinto che limitando l’indagine della Commissione si mandi un segnale pericoloso ai canadesi sul loro modo di intendere la democrazia.

Intanto diversi parlamentari liberali sono intervenuti in difesa di Wilson-Raybould, tra cui la presidente del Treasury Board Jane Philpott, la deputata liberale Celina Caesar-Chavannes e l’ex ambasciatore canadese in Cina John Mc- Callum.

Il commissario per l’etica federale Mario Dion ha avviato la propria indagine sulla questione, in particolare su una presunta violazione della legge sul conflitto di interessi, ma non c’è una tempistica per quando potrebbe essere completata.

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