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Sfida Trudeau-Scheer tra carbon tax e sondaggi

Sfida Trudeau-Scheer tra carbon tax e sondaggi

TORONTO – Sfida sulla carbon tax, con un occhio ai sondaggi.

Il nuovo anno per Justin Trudeau e Andrew Scheer inizia esattamente da dove era terminato il 2018: lo scontro tra il primo ministro e il leader dell’opposizione è ancora una volta sulle politiche energetiche del Canada, un tema che è destinato a diventare un leitmotiv dell’intera campagna elettorale che precederà il voto del prossimo autunno.

Il capo dei conservatori, nel suo primo intervento di questo 2019, ha attaccato duramente il leader liberale, agitando lo spauracchio dell’aumento dei costi per le famiglie canadesi per colpa dell’agenda di governo grit.

“I canadesi – ha dichiarato durante un suo intervento a Regina – sanno benissimo cosa sta per fare Justin Trudeau. Adesso che è in vigore, la sua carbon tax è destinata ad aumentare. E se verrà rieletto tra dieci mesi, crescerà ancora di più. Il prossimo anno, in questo periodo, potrò finalmente dire che la carbon tax di Justin Trudeau è un provvedimento che appartiene al passato”.

Dal primo gennaio è entrato in vigore il nuovo meccanismo voluto dal governo liberale per tutte quelle province che non si sono dotate di un loro sistema. Il prezzo voluto da Ottawa parte da 20 dollari per tonnellata di emissioni inquinanti, con un incremento annuo di 10 dollari fino al 2022.

“Ma per avere davvero un impatto nella riduzione dei gas inquinanti – ha aggiunto Scheer – dovremmo arrivare a 100 dollari per tonnellata e il dipartimento dell’Ambiente si è prefi ssato come obiettivo di arrivare a quota 300 dollari. Per questo sappiamo che Trudeau aumenterà la carbon tax. Ce lo sta dicendo il dipartimento del suo governo”.

Ma quali saranno le conseguenze concrete per le famiglie? Il leader tory prospetta un netto aumento delle spese: “Le bollette del riscaldamento aumenteranno per più di mille dollari all’anno, mentre il prezzo della benzina subirà un’impennata di 60 centesimi al litro”.

Uno scenario, quello dipin-to da Scheer, che è stato respinto dall’u. cio del primo ministro, che ha bollato come allarmistiche e infondate le previsioni del leader dell’opposizione. Nel frattempo ieri sono stati presentati i risultati dell’ultimo sondaggio.

Stando all’indagine demoscopica della Nanos Research, se si dovesse votare in questo momento i liberali si attesterebbero al 36,8 per cento – lontani quindi dalla maggioranza assoluta – tallonati dai conservatori al 34,4 per cento. Stabili i neodemocratici al 16,1 per cento.

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