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Sex-ed, la battaglia si sposta in tribunale

Sex-ed, la battaglia si sposta in tribunale

TORONTO – La Elementary Teachers’ Federation of Ontario (ETFO) ha deciso di intraprendere un’azione legale contro il governo riguardo la decisione di abrogare la versione modernizzata del sex-ed curriculum della provincia.
Il più grande sindacato degli insegnanti della provincia ha detto che sta per richiedere una ingiunzione a tutela della versione modernizzata del programma di educazione sessuale messa in atto dal governo liberale nel 2015.
Vuole inoltre mettere uno stop a quella che definisce “la pratica dello spione” del governo in virtù della quale i genitori possono segnalare i docenti che non aderiscono alla direttiva del ministero dell’Istruzione e quindi non riprendono ad insegnare il sex-ed che risale al 2010.
Il governo provinciale ha istituito un sito web in cui i genitori possono comunicare i nomi degli insegnanti che non seguono il “revised interim curriculum”. Il ministero dell’Istruzione ha anche invitato i genitori a esporre le proprie lamentele all’Ontario College of Teachers.
Il Progressive Conservative ha avvertito tempo fa gli insegnanti che non seguiranno le linee guida che andranno incontro a conseguenze. Nel sex-ed curriculum del 2015 rientrano argomenti come il consenso e il bullismo online ma anche l’identità di genere e la masturbazione
il cui insegnamento non è gradito da una parte dei genitori.
La mossa del governo targato Ford di riportare indietro il programma di insegnamento dell’educazione sessuale viene però vista anche come un ritorno al passato che chiude gli occhi su tematiche di oggi con le quali i ragazzi devono fare i conti. «Il sindacato non ha altra scelta se non quella di rivolgersi al tribunale per proteggere la sicurezza degli studenti – ha detto il presidente dell’ETFO Sam Hammond – la decisione del governo è un abuso di potere ed è in conflitto diretto con gli obblighi professionali degli insegnanti ».
Ma mentre la consultazione dei genitori è stata posticipata dal governo a novembre, da un recente sondaggio Ipsos risulta che pur se questi sono divisi sulla versione più recente del sex-ed, il 48% di loro ritiene che le problematiche contenute nella versione moderna sono valide. «I genitori sono chiaramente divisi sulla questione dell’abrogazione del programma del sex-ed 2015.
La metà (51%) che sostiene la decisione del premier di abrogarla e la metà che si oppone – ha detto Sean Simpson, vice presidente di Ipsos Public Affairs – Nonostante il fatto che la metà concorda con l’abrogazione presumibilmente credendo che il nuovo curriculum sia inappropriato, quando sono state rivolte domande precise sul contenuto del curriculum del 2015, la maggioranza dei genitori si è dichiarata a favore del suo insegnamento ».
In attesa delle consultazioni il governo ha deciso di mantenere la promessa fatta da Doug Ford durante la campagna elettorale ed ha immediatamente spazzato via il sex-ed voluto dall’ex premier Kathleen Wynne.
Intanto però migliaia di persone hanno firmato petizioni che chiedono al governo dell’Ontario di riconsiderare la revoca della versione più recente del curriculum.
Sei famiglie hanno detto anche di voler presentare il caso allo Human Rights Tribunal of Ontario, in quanto la vecchia versione del curriculum non menziona questioni come la diversità di genere o i diritti degli studenti LGBTQ.

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