CorrCan Media Group

Scuole superiori, quarto giorno di serrata

Scuole superiori, quarto giorno di serrata

Scuole superiori, quarto giorno di serrata

TORONTO – Ci risiamo. Oggi gli insegnanti delle scuole superiori pubbliche dell’Ontario scioperano per la quarta volta nell’arco di un mese.

La serrata coinvolge otto provveditorati – escluso quello di Toronto – tra i quali il Peel District School Board.

Fare ulteriore pressione sul governo Ford per riuscire a sbloccare i negoziati che continuano ad essere in una situazione di stallo è quanto l’Ontario Secondary School Teachers’ Federation (Osstf) guidata da Harvey Bischof si prefigge.

«Dopo più di otto mesi di colloqui con il governo della provincia, i progressi sulle questioni chiave come la dimensione della classe e i requisiti obbligatori di e-learning, sono davvero pochi – ha detto Bischof – la nostra astensione dal lavoro è di un giorno ma le politiche di Ford, se non riusciremo a invertire la rotta, continueranno a creare caos nel sistema educativo per gli anni a venire. Gli studenti dell’Ontario meritano di meglio, ed è esattamente ciò per cui stiamo lottando”.

Il sindacato, che rappresenta 60.000 insegnanti e personale non docente, ha iniziato gli scioperi di un giorno il 4 dicembre con una serrata che ha chiuso le scuole in tutta la provincia.

Quello tra l’Osstf e il governo provinciale sembra essere un discorso tra sordi.

Mentra da un lato Bischof afferma che le principali questioni rimaste irrisolte continuano a essere legate alla qualità dell’istruzione, il ministro Stephen Lecce ha ripetutamente affermato che il punto chiave è la retribuzione, con il sindacato che chiede un aumento del due per cento.

La situazione si è infuocata quando la provincia ha recentemente approvato una legislazione per limitare gli aumenti salariali del settore pubblico all’uno per cento all’anno nei prossimi tre anni.

Intanto, al pari di un disco rotto, il ministro dell’Istruzione Lecce continua ad affermare che il vero ostacolo al rinnovo del contratto di lavoro dei docenti sono proprio gli aumenti salariali e che i genitori appoggiano il governo in quanto vorrebbero che i fondi stanziati fossero diretti a sostenere il “successo degli studenti”.

“Proprio per questo continueremo a sostenere con forza gli interessi degli studenti e cercheremo nel 2020 stabilità per i genitori che sono frustrati e stanchi dell’escalation guidata dal sindacato iniziata nel 2019 – si legge in una nota del ministro – questa astensione dal lavoro è ingiusta per gli studenti e le loro famiglie”.

A definire controproducente e ostinata la posizione del governo di Ford è la leader dell’Ndp Andrea Horwath: “I ragazzi che oggi perdono un altro giorno di scuola continuano a pagarne il prezzo, sono le pedine nella lotta che Ford sta conducendo contro gli insegnanti – ha detto – è giunto il momento per Ford di annullare completamente i suoi devastanti tagli all’istruzione, in modo che le due parti possano giungere a un accordo e far ritornare tutti in classe”.

A dicembre, un mediatore nominato dal governo ha interrotto i negoziati tra la provincia e il sindacato dicendo che le parti sono troppo distanti. I negoziati dovrebbero riprendere alla fine di questo mese.

Intanto la guerra continua: Bischof ha affermato che il sindacato – qualora non fosse possibile raggiungere una intesa – non esclude ulteriori azioni lavorative incluso uno sciopero in piena regola.

Instabile anche la situazione delle scuole cattoliche di lingua inglese che continuno a a negoziare: l’Ontario English Catholic Teachers’ Association (OECTA) ha presentato recentemente una denuncia contro la provincia all’Ontario Labor Relations Board: l’accusa è quella di aver aumentato arbitrariamente – cioè senza alcuna trattativa – la dimensione delle classi.