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Scuola, tutti contro Ford: così non va bene

Scuola, tutti contro Ford: così non va bene

Scuola, tutti contro Ford: così non va bene

TORONTO – Tutti contro Ford. Genitori e sindacati in prima fila. Non convince affatto il piano del governo dell’Ontario per il rientro a scuola a settembre nel mezzo della pandemia di Covid-19.

Mancano ancora pochi giorni alla data in cui tutti i 72 consigli scolastici, finanziati con fondi pubblici della provincia, devono consegnare al ministero i loro piani individuali per riaprire in sicurezza in autunno. Ma il progetto già presentato dal governo non è stato accolto nel migliore dei modi. Tutt’altro.

In una lettera aperta datata inviata ai fiduciari scolastici del Toronto District School Board (TDSB) e al direttore all’istruzione Carlene Jackson, rappresentanti della Ontario Secondary School Teachers’ Federation (OSSTF) e del Toronto Education Workers and Elementary Teachers of Toronto (ETT) implorano il provveditorato “di assumersi la piena responsabilità per la riapertura in sicurezza della scuola a settembre”. “Se mai c’è stato un momento per resistere a questo governo che mette i propri profitti davanti a tutto il resto, è ora, quando la salute e la sicurezza degli studenti e del personale sono a rischio”, si legge nella lettera.

La pressione dei sindacati sul TDSB, il più grande provveditorato scolastico canadese, arriva man mano che montano le critiche sul disegno del governo dell’Ontario per la riapertura delle scuole. Il premier Doug Ford ha dichiarato di seguire i consigli degli esperti in campo medico, ma sindacati, insegnanti, genitori e l’opposizione ufficiale affermano che il premier sta ignorando questi consigli e che il piano non riuscirà a proteggere studenti, personale e insegnanti.

“Abbiamo concordato congiuntamente che mancano i presupposti per un rientro a settembre completamente sicuro per gli studenti e per il personale. Abbiamo ritenuto importante che i fiduciari e il direttore sentissero da tutti noi che non supportiamo il piano nella sua forma attuale – ha detto Wolfe – riteniamo che spetti al consiglio scolastico del distretto di Toronto mettere in atto un piano che protegga studenti, insegnanti e lavoratori in questo campo piuttosto che accettare semplicemente le offerte del ministro della Pubblica istruzione basate sugli editti del ministero”.

Nella lettera, il sindacato affermano di volere innanzitutto vedere ridotta la dimensione della classe per tutti i gradi a 15 studenti. Ma l’elenco delle richieste è lungo: mascherine obbligatorie per tutto il personale e gli studenti, spazi di lavoro sicuri e professionali per tutti gli insegnanti e gli operatori nel settore dell’istruzione, programmi di insegnamento che privilegiano l’apprendimento diretto con lo studio online come modalità supplementare se necessario, dispositivi di protezione individuale adeguati per tutti e finanziamenti che assicurano la disponibilità di personale adeguato e ulteriori modifiche in materia di salute e sicurezza necessarie per garantire la sicurezza di studenti e personale.

Un genitore, nel frattempo, ha lanciato una petizione che ha raccolto in pochi giorni oltre 168.000 firme, che chiede classi più piccole nelle elementari, mentre il Sick Kids ha rilasciato una dichiarazione congiunta insieme ad altri sei ospedali, che invita il ministero, i provveditorati e le scuole a prendere in considerazione le sue recenti raccomandazioni. Il Sick Kids ha esortato la provincia ad affrontare “carenze strutturali, come classi di grandi dimensioni, classi piccole e scarsa ventilazione”.

Nonostante ciò, Ford interpellato sulla riapertura delle scuole, non si scompone: «Sarà perfetto? No», ha detto. Il premier ha ribadito che i genitori che non si sentono a proprio agio nel mandare i propri figli a scuola hanno la possibilità di tenerli a casa.

«Personalmente ritengo che abbiamo il miglior piano di tutto il paese – ha detto Ford – abbiamo due opzioni qui. Mandare i bambini a scuola, che è quello che la stragrande maggioranza dei genitori vuole per tornare alla normalità… o tenere i figli a casa e fargli fare i corsi online. Vorrei avere la bacchetta magica per dire che tutto andrà benissimo. Vedremo come va. Stiamo facendo affidamento sulle migliori menti di tutto il paese nel campo medico». Il ministro dell’Istruzione Lecce, ieri, si è detto “disponibile e pronto ad ascoltare i suggerimenti dei medici”.