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Scuola, primi casi di Covid: cresce l’ansia  

Scuola, primi casi di Covid: cresce l’ansia  

Scuola, primi casi di Covid: cresce l’ansia  

TORONTO – Mentre cominciano a fioccare i primi casi di Covid-19 legati al rientro nelle scuole, gli ufficiali sanitari cercano di rassicurare genitori, insegnanti e autisti degli scuolabus, affermando che è normale che “i contagi aumentino”.

Non tutti i provveditorati dell’Ontario hanno già dato il via al nuovo anno scolastico che a conti fatti, in quanto a contenimento del coronavirus, non sembra iniziare sotto i migliori auspici.

La scorsa settimana sono stati sufficienti alcuni “professional activity day” che hanno fatto riunire nella Oodenawi Public School di Oakville gli insegnanti della scuola elementare, a far scattare l’allarme Covid. A risultare positivo è stato infatti un membro dello staff: tutti coloro che sono stati a stretto contatto con questa persona hanno ricevuto dall’Halton Public Health l’ordine di autoisolarsi per 14 giorni.

Nel frattempo, assicura la direttrice Gail McDonald la scuola è stata sanificata da cima a fondo. La scorsa settimana, invece, a risultare positivo al virus è stato un insegnante della Ross Drive Public School di Brampton. La persona in questione, avrebbe però, indossato la mascherina.

La notizia del caso positivo alla Ross Drive Public School è arrivata un giorno dopo che il Toronto Public Health ha confermato un caso alla Westview Centennial Secondary School a North York. Ed in isolamento sono anche due studenti del Durham College che sono risultati positivi al coronavirus mentre un ragazzo che vive in una residenza del campus sarebbe stato a contatto con una persona infetta ed è ora in quarantena così come il suo compagno di stanza.

Ma secondo l’ufficiale sanitario di Ottawa, Vera Etches, la cautela non è mai troppa e da ieri, dopo la conferma di alcuni contagi, sono stati posti in isolamento ben 190 studenti e 10 insegnanti che frequentano o lavorano in cinque scuole del Conseil des écoles catholiques du Centre-Est (CECCE): la maggior parte di questi studenti aveva viaggiato sugli scuolabus.

In Quebec, dove le scuole hanno riaperto prima di quelle dell’Ontario fino a ieri sono stati segnalati 118 contagi: i casi riguardano 70 scuole. Gli studenti sono stati trasferiti, nel giro di 24 ore, dall’insegnamento di presenza a quello online. E se negli edifici scolastici la corsa contro il tempo per quanto concerne le misure da osservare – distanziamento fisico in primis – continua, in buona parte dell’Ontario, per mancanza di autisti, sono stati cancellati i servizi di scuolabus.

A Sudbury come a Grey-Bruce e Thunder Bay e in altre aree dove le scuole hanno riaperto i battenti non ci sono sufficienti autisti disposti a tornare al lavoro: da tempo questi conducenti – la cui età media è di 57 anni, con alcuni di circa 70 – lamentano sia la mancanza di chiarezza sui protocolli di sicurezza che di accesso ai dispositivi di protezione individuale.

«Le compagnie di scuolabus non riescono a reclutare nuovo personale e non possono far lavorare quello già assunto. I veicoli ci sono, mancano gli operatori – ha detto Debbie Montgomery, presidente di Unifor Local 4268, che rappresenta gli autisti di autobus – circa il 60% dei conducenti ha più di 60 anni e molti sentono la pressione delle loro famiglie che sostengono che per un lavoro che fa guadagnare tra 16 e 20 dollari l’ora, non vale la pena mettere a rischio la propria salute».