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Scuola nel caos, stop alla fuga dalle aule   

Scuola nel caos, stop alla fuga dalle aule   

Scuola nel caos, stop alla fuga dalle aule   

TORONTO – A oltre un mese dall’inizio dell’anno scolastico regna ancora il caos. Dopo aver stabilito che gli studenti delle scuole superiori avevano la possibilità di trasferirsi dall’insegnamento online a quello in presenza e viceversa in tre momenti diversi nel corso dell’anno, il Toronto District School Board è tornato sui suoi passi.

La didattica a distanza è strapiena di ragazzi e non è più possibile accettare nessuno spostamento: sarà ora compito dei singoli presidi capire come poter dare l’opportunità di studiare online alle “centinaia” di ragazzi che hanno espresso la volontà di passare dallo studio in presenza a quello virtuale.

Cancellata quindi all’ultimo minuto la data del 15 ottobre, giorno entro il quale gli studenti avrebbero dovuto comunicare la volontà di cambiare modalità di apprendimento.

Il Tdsb aveva pianificato di fornire tre ‘finestre’ durante l’anno accademico per consentire agli studenti di trasferirsi dall’apprendimento virtuale a quello in presenza e viceversa, ma ora il provveditorato sostiene che la continua espansione dello studio online è diventata una “proposta insostenibile”.

A questo punto è arrivato l’alt: il Tdsb non consentirà ad altri studenti di passare allo studio virtuale nel secondo quadrimestre e lascerà invece ai presidi la scelta di un modello di apprendimento online che può essere erogato a livello scolastico.

«In questo momento sono circa 18.000 gli studenti delle scuole secondarie del Tdsb iscritti ai corsi online e il problema è che se per esempio, diciamo 1.000 o 2.000 studenti in più decidessero di aggregarsi a questi, dovremmo iniziare a dislocare gli insegnanti dalle aule delle scuole superiori all’insegnamento virtuale. Il risultato è che i corsi da loro insegnati nelle scuole non ci sarebbero più – ha detto il portavoce del consiglio Ryan Bird – apportando questo cambiamento possiamo invece garantire una certa stabilità e assicurarci che i corsi offerti siano ancora presenti, sia virtualmente che nelle scuole».

In una lettera ottenuta da CP24, l’Associate director of School Operations and Service Excellence Manon Gardner scrive che “se altri studenti dovessero essere ammessi nella scuola virtuale, il personale dovrebbe essere riassegnato e alcune scuole sarebbero costrette a chiudere corsi e/o sezioni”. Gardner ha anche affermato che la piattaforma online utilizzata dal Tdsb non è stata sviluppata per “supportare un numero così elevato di studenti in una scuola” e che un’ulteriore espansione potrebbe comportare “problemi significativi”.

Come ha ammesso Bird, il Tdsb, non si aspettava che una valanga di studenti avrebbe optato per la didattica a distanza e ancor meno, la migrazione, che ne è seguita quando è stata concessa la prima possibilità di lasciare le aule a favore dello studio online.

«Penso che ci siano 66.000 studenti virtuali nelle elementari e 18.000 nelle scuole secondarie – ha detto Bird – devo ammettere che è stata una sfida e non abbiamo fatto tutto nel miglior modo possibile».

Intanto dopo il record di contagi di due giorni fa – ben 144 – ieri i casi sono scesi a 74: 49 studenti, 5 insegnanti e 20 membri del personale non docente. Le scuole dove si è verificato almeno un caso sono 501, quelle chiuse 5.